Camera di Commercio di Benevento

IL COMPLESSO DI SANTA SOFIA (SITO UNESCO DAL 2011)

Benevento – Italia

Il Sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere” (568-774 d.C.) rappresenta l’emblema del regno longobardo in Italia. È una testimonianza esemplare artistica e culturale. Il Sito comprende sette gruppi di importanti edifici tra cui fortezze, antiche chiese e affascinanti monasteri sparsi lungo tutta la penisola italiana.

Tra queste spicca il Complesso di Santa Sofia a Benevento.

Il Ducato di Benevento venne costituito nel 576, da quell’anno in avanti i Longobardi intervennero sull’assetto della città romana ricostruendo le fortificazioni murarie e riutilizzando edifici abbandonati.

La Chiesa di Santa Sofia fu costruita nella primavera del 758, alla quale venne annesso nel 774 il monastero femminile.

Santa Sofia rappresentò una sorta di santuario nazionale longobardo, con impianto a stella, volte quadre, trapezoidali, triangolari su colonne e pilastri, e la cavità della cupola al centro: questi elementi donano la sensazione di trovarsi all’interno di una grande tenda, come quella dei potenti capi militari germanici.

La volta ha degli splendidi affreschi. Al centro di uno splendente mosaico dorato vi è Cristo in trono. Ai lati le figure oranti della Vergine e di S. Mercurio. Genuflesso, con la corona in testa, la figura del Principe Arechi II che, nel 759, volle la costruzione della chiesa dedicata alla Santa Sapienza di Cristo.

La particolare posizione dei pilastri crea giochi di luci e ombre che affascinano il visitatore. Sei colonne con capitelli antichi, collegati ad archi che sorreggono la cupola.

Gli affreschi rimasti intatti nel tempo, testimoniano le influenze orientali.

La chiesa è affiancata dal Chiostro, non nella sua versione originaria bensì in quella della ricostruzione fatta a seguito di vari terremoti che hanno colpito la zona. La struttura presenta caratteri romanici e influenze arabe. Annesso alla Chiesa e al Chiostro, c’è il Museo del Sannio.

Per approfondimenti si consiglia di visitare il sito ufficiale del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO responsabile dell’iscrizione dei siti del Patrimonio Mondiale.

www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/156

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Come arrivare

Aeroporto di Napoli Capodichino, Aeroporto di Bari,
Aeroporto di Roma Fiumicino.
In treno: da Napoli e Caserta
In auto: Autostrada A1 Milano-Napoli
Autostrada A14 Milano-Bari
Autostrada A16 Napoli-Bari

Cosa visitare

1

Visitare il centro storico di Benevento è immergersi nella città dei miti, dei misteri, delle leggende e della storia. Si parte dalla Rocca dei Rettori che ha saputo coniugare l’arte dei romani, dei sanniti e quella medievale. Si prosegue verso il Museo Arcos con reperti del tempio di Iside. Di fronte il complesso di S. Sofia, una delle costruzioni longobarde più singolari e atipiche, in quanto intreccia i canoni artistici dell’epoca con delle innovazioni. Al lato il Museo del Sannio raccoglie tutta la storia di Benevento e della provincia, dalla preistoria fino all’età moderna e il Chiostro con i suoi capitelli, decorati con allegorie e profili di figure umane. Percorrendo il Vico Noce si arriva all’Hortus Conclusus, un museo a cielo aperto che contiene le opere di Mimmo Paladino, uno dei maggiori esponenti della transavanguardia. Per finire, in ottimo stato di conservazione c’è l’Arco di Traiano eretto nel 114 d.C. in onore dell’imperatore. Vicino la Chiesa di S. Ilario, di fondazione longobarda.

2

Si continua con il tour e si arriva alla Cattedrale del V secolo, famosa in tutta l’Europa medievale per le sue porte di bronzo. Si attraversa l’Arco del Sacramento, posto all’ingresso del Foro della città romana, e si arriva al Triggio, cuore della città longobarda, dove nacque San Gennaro. Continuando si giunge al teatro romano, costruito nel II secolo sotto l’imperatore Adriano e ingrandito da Caracalla. Infine il Ponte Leproso (III sec. a.C.) e la Basilica della Madonna delle Grazie.

3

Viaggio tra i comuni della provincia, territorio ricco di attrattive turistiche, storiche, artistico-culturali e paesaggistico-ambientali. Come a esempio il museo Paleolab, area geopaleontologica di Pietraroja, il parco del Taburno, il Fortore, la Valle Telesina, la Valle Caudina, la terra di San Pio.

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