IL COMPLESSO DI SANTA SOFIA (RICONOSCIMENTO UNESCO DAL 2011)

La chiesa di Santa Sofia è uno degli edifici di culto più belli ed originali del Medioevo.
La sua movimentata facciata richiama alla mente la flessuosità di una tenda da campo militare longobarda. Il campanile in pietra, posto a distanza di sicurezza, ci ricorda che nei secoli passati i terremoti ne causarono il crollo che distrusse il “protiro” antistante l’ingresso.

Al centro di uno splendente mosaico dorato vi è Cristo in trono. Ai lati le figure oranti della Vergine e di S.Mercurio. Genuflesso, con la corona in testa, la figura del Principe Arechi II che, nel 759, volle la costruzione della chiesa dedicata alla Santa Sapienza di Cristo. L’edificio divenne “santuario della stirpe longobarda” in Italia. L’interno, una volta di forma stellare ed interamente affrescato, ha un razionale ordine geometrico, potendo essere circoscritto in una circonferenza di 23,50 metri. Procedendo dal centro si passa ad un esagono con sei colonne con capitelli antichi, collegati ad archi che sorreggono la cupola, e ad un decagono a sua volta segnato da otto pilastri, ciascuno parallelo alla parete perimetrale corrispondente.

Gli affreschi superstiti, che testimoniano nello stile le influenze orientali, narrano, nell’abside di sinistra, guardando l’altare, episodi della vita di S.Giovanni il Battista con l’improvviso mutismo di Zaccaria per l’annuncio della futura nascita di Giovanni; nell’abside di destra, sono raffigurati episodi della vita della Vergine, come l’Annunciazione e la Visitazione.

L’antica copertura della chiesa doveva essere a capanna, appoggiandosi alla sinuosa struttura esterna.
Il chiostro fu monastero per monache benedettine e nacque con la chiesa. L’originario ordine architettonico dello spazio claustrale fu alterato dai rifacimenti dovuti ai danni dei vari terremoti. Il chiostro, di forma quadrata, come la Gerusalemme celeste, presenta una rientranza per lo sconfinamento dell’annessa chiesa. Al centro dello spazio vi è un pozzo, protetto da un antico capitello.

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PROPOSTA DI PERCORSO

GIORNO 1

Visita del centro storico. La Rocca dei Rettori, simbolo degli avvicendamenti storici: sannita, romana e poi longobarda. Accanto, il Museo Arcos con reperti del tempio di Iside. Di fronte, il complesso di S. Sofia. Lateralmente, il Museo del Sannio e il Chiostro. In zona, l’Hortus Conclusus installazione artistica realizzata nel 1992 dell’artista Mimmo Paladino. Proseguendo, l’Arco di Traiano eretto nel 114 d.C. in onore dell’imperatore Traiano. Vicino, la Chiesa di S. Ilario di fondazione longobarda.

GIORNO 2

Proseguendo nel centro, la Cattedrale (V secolo) famosa per le sue porte di bronzo in tutta l’Europa medievale (distrutte dai bombardamenti del ’43, ne restano poche formelle con scene sacre in rilievo). A destra, attraverso l’Arco del Sacramento (arco onorario databile tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec, posto all’ingresso del Foro della città romana) si arriva al Triggio, cuore della città nuova longobarda, dove tra l’altro ebbe i natali San Gennaro. Continuando si giunge al teatro romano, costruito nel II secolo sotto l’imperatore Adriano ed ingrandito da Caracalla; infine il Ponte Leproso (III sec. a.C.) e la Basilica della Madonna delle Grazie.

GIORNO 3 e 4

Tour tra i comuni della provincia, territorio ricco di attrattive turistiche, storiche, artistico-culturali e paesaggistico-ambientali (il museo Paleolab – area geopaleontologica di Pietraroja, parco del Taburno, il Fortore, la Valle Telesina, la Valle Caudina, la terra di San Pio, i vini e il torrone, ecc.).

Rientro nelle località di provenienza.

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COME ARRIVARE
Aeroporto di Napoli Capodichino, Aeroporto di Bari,
Aeroporto di Roma Fiumicino.
In treno: da Napoli e Caserta
In auto: Autostrada A1 Napoli-MIlano
Autostrada A14 Milano-Bari
Autostrada A16 Napoli-Bari


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