VENEZIA GIULIA: …siede la Patria mia tra il monte, e ‘l mare quasi theatro c’abbia fatto l’arte, non la natura… (Erasmo da Valvason)

Candidato a sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

PAESAGGIO RURALE COLLIO-BRDA TRA ISONZO E LO JUDRIO

Antichi vigneti, piccoli borghi e riserve naturali si rincorrono su morbide colline, che sorvegliano un territorio suggestivo dal microcosmo unico per tradizioni e storia millenaria. Questo è il Collio, una mezzaluna di dolci pendii che si estende in provincia di Gorizia, nel Nord-Est d’Italia, tra le Alpi Giulie e il mar Adriatico, ai confini con la Slovenia.
Terra che racchiude scorci di grande bellezza: fiumi, montagne, pascoli, boschi di robinia, colline, vigneti e frutteti, lagune. Un territorio variegato di contrasti ed influenze diverse, in cui si alternano castelli, chiese, borghi, leggende e poesie in lingue diverse. L’area del Collio, tra Judrio a ovest e Isonzo a est, si estende per una superficie di 1500 ettari vitati all’interno di otto dei venticinque comuni della provincia goriziana: Capriva, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Gorizia, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino. Il territorio è costituito da una serie di rilievi eocenici e paleocenici, con strette valli di dimensioni ridotte, fatta eccezione per l’estesa piana del Preval. Le particolari condizioni ambientali di questa zona hanno favorito lo sviluppo di una viticoltura di pregio e la produzione di vini bianchi eccellenti.
Il Collio è una zona viticola conosciuta in tutto il mondo per la sua varietà di vini bianchi, caratterizzati da una spiccata mineralità e una grande longevità. Dire autoctono nel Collio, significa fare riferimento a quattro grandi vitigni: Malvasia, Ribolla Gialla, Friulano e Picolit. Vi è poi il Collio Bianco, frutto dell’assemblaggio di uve diverse.
Trieste, capoluogo regionale multiculturale e di fascino. Il suo simbolo è il Castello di Miramare, poco distante dall’Area Marina Protetta, Riserva Biosfera UNESCO riconosciuta dal 1979 dal programma MaB.

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COSA VISITARE

1 Il modo migliore per conoscere il Collio goriziano è percorrere la “Strada del vino e delle ciliegie” che da San Floriano raggiunge Dolegna. E’ possibile visitare i luoghi dove la Prima guerra mondiale ha lasciato i segni più cruenti, come testimoniato dai diversi itinerari e, in particolare, dall’Ossario di Oslavia. Simili percorsi e testimonianze si trovano anche sull’altipiano Carsico. Gorizia invece, crocevia di culture e città di confine, riflette la sua storia nelle sue strade, nei suoi parchi e nella sua architettura medioevale, barocca e ottocentesca.

2 Trieste, città internazionale, multiconfessionale e multiculturale può essere considerata una piccola Vienna sul mare, con splendidi ed eleganti palazzi dai tratti neoclassici, liberty e barocchi. Dal Castello di San Giusto a quello di Miramare, dalla Sinagoga alle chiese serbo-ortodossa e greco-ortodossa, fino alle chiese evangelica luterana e quella elvetica: Trieste è un mosaico unico e affascinante.

3 Grado è, con il suo sapore veneziano, località turistica e termale in cui trascorrere splendide giornate di relax, ma anche punto di partenza per esplorare la laguna e riserve naturali uniche per la loro bellezza.

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COME ARRIVARE
Aereo: Aeroporto Trieste Airport, Ronchi dei Legionari (GO) –: Cormons 18 km, Gorizia 28 km Trieste 54 Km, Venezia 120 Km.
Treno: Stazione ferroviaria di Cormons (GO) linea ferroviaria Udine-Trieste.
Altre stazioni lungo il percorso: Stazione Centrale Trieste, Monfalcone (GO), Gorizia.
Altre stazioni su linea ferroviaria Venezia-Trieste: Cervignano-Aquileia-Grado”
Auto: In Autostrada A4 uscite ai caselli di Palmanova, Villesse e Gorizia, Redipuglia


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SICILIA ORIENTALE: La provincia di Ragusa e Siracusa

LE CITTÀ TARDO BAROCCHE DELLA VAL DI NOTO (SITO UNESCO 2002)

Il turismo nel Sud Est della Sicilia nelle province di Catania , Ragusa e Siracusa, da diversi anni ha assunto una dimensione e un’importanza del tutto particolare rispetto alle altre province siciliane. Le peculiarità del territorio, caratterizzato dalla grande bellezza delle città e dei loro monumenti, mista alle bellezze naturali e paesaggistiche, creano un mix di attrattive che ha pochi confronti. SU tutto si staglia con la sua imponenza e bellezza il vulcano Etna dichiarato patrimonio UNESCO nel 2013. Questi caratteri, uniti alla rilevante produzione enogastronomica che si può definire senz’altro su livelli di assoluta eccellenza, rendono il nostro territorio una zona ricca di potenzialità turistiche che meritano di essere sfruttate al meglio.
Il riconoscimento da parte dell’UNESCO dei tesori della Val di Noto ha incentivato ulteriormente le motivazioni di un intero settore, incrementando di molto, in pochi anni, l’offerta turistica, differenziata nelle varie categorie, dagli Hotel a 5 stelle, ai B&B, ai semplici affittacamere. Questo incremento, legato ad un aumento dei flussi turistici, che ha avuto una notevole impennata, garantisce una solida base strutturale cui fare seguire una adeguata promozione del territorio nel suo complesso.
Imperdibile, infine, l’escursione sul vulcano Etna definito dall’UNESCO uno dei vulcani “ più emblematici ed attivi nel mondo”.

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COSA VISITARE

1 Non si può visitare la provincia di Ragusa senza ammirare le bellezze barocche della Val di Noto, dichiarate patrimonio UNESCO nel 2002. Vi ritroverete ad occhi aperti tra i siti di Ragusa, Modica, Scicli e Noto.

2 La serie “Il commissario Montalbano”, famosa in tutto il mondo, è stata girata proprio nel ragusano. Visitando Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina, potrete vedere la casa del commissario, mentre il municipio di Scicli vi farà rivivere l’atmosfera del commissariato di Vigata.

Imperdibile è l’escursione sul monte Etna il Vulcano più alto d’Europa, in qualsiasi stagione dell’anno con una guida che vi farà apprezzare gli incredibili aspetti naturalistici oltre che paesaggistici di questa “ montagna buona” o “a muntagna”come è definita dai suoi abitanti .

4 Una tappa da non perdere è Siracusa, una delle città del Mediterraneo tra le più belle. In un giorno, per chi ha poco tempo, si può visitare il centro storico, l’isola di Ortigia, il suo nome dervia dal greco antico ortyx che significa “quaglia”. Tanti i monumenti storici degni di nota, il Duomo di Siracusa, il Tempio di Apollo, la fonte Aretusa, la grotta calcarea “Orecchio di Dionisio”.

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DA NON PERDERE
Castello di Donnafugata, Chiesa di S. Giorgio, Chiesa di S. Giovanni Battista, Chiesa di S. Giuseppe, Chiesa di S. Maria delle Scale, Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Palazzo della Cancelleria, Portale di San Giorgio, Mura Bizantine, Ponte vecchio, Torre Cabrera di Marina di Ragusa, Siti dell’architettura fascista (Piazza Libertà, Piazza Poste, Ponte Nuovo).


COME ARRIVARE
Scali aeroportuali. Il sud est siciliano del Val di Noto può contare su due scali aeroportuali, l’aeroporto di Catania dedicato a Bellini, che dista circa 45 minuti dal centro di Siracusa e quello di Comiso, sul versante di Ragusa che si trova a 5 Km dal comune di Comiso, 15Km da Ragusa e 90 Km da Catania


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CROTONE: Il patrimonio naturale della Sila

RISERVA DELLA BIOSFERA DELLA SILA (RICONOSCIMENTO UNESCO DAL 2014)

I territori della Provincia di Crotone fanno parte del Parco Nazionale della Sila, selezionato da IUCN e WWF come centro di diversità vegetale mondiale, sono inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie alle ampie distese di ulivi, ai panorami incantevoli e all’accoglienza sincera.
Ampie spiagge e un mare cristallino lasciano spazio, in pochi minuti di viaggio, a spettacolari paesaggi collinari e alla lussureggiante vegetazione dell’altopiano della Sila. Il territorio crotonese vanta un notevole patrimonio naturale (Riserva naturale Marina “Capo Rizzuto”, Parco Nazionale della Calabria, Area geologica Vica e Stuni) e storico-artistico (Parco Archeologico di Capo Colonna, Castello di Carlo V, Castello Normanno di Santa Severina, Castello Aragonese di Le Castella) che favorisce ogni tipologia di turismo lungo tutto l’arco dell’anno
Non mancano le eccellenze di ambito enogastronomico, di cui i vini sono l’esempio migliore: prodotti da vitigni autoctoni possono oggi contare sui marchi Doc e Igt, e su un sempre più largo consenso. Livelli elevatissimi di qualità e di gusto sono riconosciuti anche al pane, all’olio, alla sardella, ai salumi e ai formaggi.
Non si può dimenticare nemmeno l’antichissima tradizione artigianale del Crotonese, il cui frutto più prezioso è l’arte orafa.
Tutto questo rende la provincia di Crotone un territorio unico ed incantevole destinato a rimanere nel cuore di chi l’ha vissuto o, semplicemente, visitato.

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COSA VISITARE

Il primo giorno si farà visita a Crotone, luogo in cui Pitagora fondò la sua celebre scuola di sapere. Si visiterà il Museo Archeologico Nazionale e al Castello di Carlo V, fortezza originariamente costruita nel IX secolo per difendere la città dalle incursioni dei Saraceni, per poi arrivare in Piazza Duomo. Infine per completare la visita nel capoluogo crotonese non potrà mancare una passeggiata sul lungomare con visita al porto turistico. Dopo una rigenerante pausa pranzo, in uno dei tanti agriturismi presenti in zona, ci si recherà a Capo Colonna ove è presente il santuario di Hera Lacinia,costruito dai Crotoniati nel VII secolo a.c.

2 Il secondo giorno si inizierà a visitare uno dei tratti più belli dell’Area Marina Protetta di “Capo Rizzuto” ovvero Le Castella, dove sorge uno dei castelli più affascinanti d’Italia che fu rifugio dei soldati impegnati nella difesa dagli invasori provenienti dal mare. Successivamente si farà visita a Santa Severina, definita dai viaggiatori del passato “la città turrita”, nota per il suo Castello, la cui costruzione risale all’epoca della dominazione normanna (XI secolo). Al rientro, passando per la Val di Neto (I.G.T.) si potrà effettuare una visita con degustazione in una delle svariate cantine di vini DOC.

Il terzo giorno si suggerisce un itinerario naturalistico che prevederà un’escursione nel Parco della Sila e al villaggio Palumbo, un’importante località sciistica situato nell’Altopiano Silano sulle sponde meridionali del lago Ampollino, dotata di efficienti impianti per la pratica degli sport invernali; è presente una pista bob, pala ghiaccio e vari centri per il noleggio di attrezzature. D’estate è possibile attraversare il lago in pedalò. La località è ben servita da ristoranti e trattorie per degustare la cucina tipica locale, bazar e negozi di ogni genere.

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COME ARRIVARE
Aeroporto Crotone S.Anna oppure Aeroporto
Internazionale di Lamezia Terme.
Stazione Ferroviaria di Lamezia Terme Centrale
In auto: Autostrada A3 Reggio-Calabria

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BENEVENTO: Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)

IL COMPLESSO DI SANTA SOFIA (SITO UNESCO DAL 2011)

La chiesa di Santa Sofia è uno degli edifici di culto più belli ed originali del Medioevo.
La sua movimentata facciata richiama alla mente la flessuosità di una tenda da campo militare longobarda. Il campanile in pietra, posto a distanza di sicurezza, ci ricorda che nei secoli passati i terremoti ne causarono il crollo che distrusse il “protiro” antistante l’ingresso.
Al centro di uno splendente mosaico dorato vi è Cristo in trono. Ai lati le figure oranti della Vergine e di S.Mercurio. Genuflesso, con la corona in testa, la figura del Principe Arechi II che, nel 759, volle la costruzione della chiesa dedicata alla Santa Sapienza di Cristo. L’edificio divenne “santuario della stirpe longobarda” in Italia. L’interno, una volta di forma stellare ed interamente affrescato, ha un razionale ordine geometrico, potendo essere circoscritto in una circonferenza di 23,50 metri. Procedendo dal centro si passa ad un esagono con sei colonne con capitelli antichi, collegati ad archi che sorreggono la cupola, e ad un decagono a sua volta segnato da otto pilastri, ciascuno parallelo alla parete perimetrale corrispondente.
Gli affreschi superstiti, che testimoniano nello stile le influenze orientali, narrano, nell’abside di sinistra, guardando l’altare, episodi della vita di S.Giovanni il Battista con l’improvviso mutismo di Zaccaria per l’annuncio della futura nascita di Giovanni; nell’abside di destra, sono raffigurati episodi della vita della Vergine, come l’Annunciazione e la Visitazione.
L’antica copertura della chiesa doveva essere a capanna, appoggiandosi alla sinuosa struttura esterna.
Il chiostro fu monastero per monache benedettine e nacque con la chiesa. L’originario ordine architettonico dello spazio claustrale fu alterato dai rifacimenti dovuti ai danni dei vari terremoti. Il chiostro, di forma quadrata, come la Gerusalemme celeste, presenta una rientranza per lo sconfinamento dell’annessa chiesa. Al centro dello spazio vi è un pozzo, protetto da un antico capitello.

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COSA VISITARE

Visita del centro storico. La Rocca dei Rettori, simbolo degli avvicendamenti storici: sannita, romana e poi longobarda. Accanto, il Museo Arcos con reperti del tempio di Iside. Di fronte, il complesso di S. Sofia. Lateralmente, il Museo del Sannio e il Chiostro. In zona, l’Hortus Conclusus installazione artistica realizzata nel 1992 dell’artista Mimmo Paladino. Proseguendo, l’Arco di Traiano eretto nel 114 d.C. in onore dell’imperatore Traiano. Vicino, la Chiesa di S. Ilario di fondazione longobarda.

Proseguendo nel centro, la Cattedrale (V secolo) famosa per le sue porte di bronzo in tutta l’Europa medievale (distrutte dai bombardamenti del ’43, ne restano poche formelle con scene sacre in rilievo). A destra, attraverso l’Arco del Sacramento (arco onorario databile tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec, posto all’ingresso del Foro della città romana) si arriva al Triggio, cuore della città nuova longobarda, dove San Gennaro ebbe i suoi natali. Continuando si giunge al teatro romano, costruito nel II secolo sotto l’imperatore Adriano ed ingrandito da Caracalla; infine il Ponte Leproso (III sec. a.C.) e la Basilica della Madonna delle Grazie.

3 Tour tra i comuni della provincia, territorio ricco di attrattive turistiche, storiche, artistico-culturali e paesaggistico-ambientali (il museo Paleolab – area geopaleontologica di Pietraroja, parco del Taburno, il Fortore, la Valle Telesina, la Valle Caudina, la terra di San Pio, i vini e il torrone, ecc.).

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COME ARRIVARE
Aeroporto di Napoli Capodichino, Aeroporto di Bari,
Aeroporto di Roma Fiumicino.
In treno: da Napoli e Caserta
In auto: Autostrada A1 Milano-Napoli
Autostrada A14 Milano-Bari
Autostrada A16 Napoli-Bari


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SASSARI: Antica città regia, ricca di storia e arte

LA FESTA DEI CANDELIERI (PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO DAL 2013)

La Sardegna è un tesoro da scoprire con le sue bellezze, uniche e diverse in ogni territorio, isole nell’Isola. Storie di secoli e tradizioni ancora vivissime regalano ai visitatori esperienze intense, nuove e coinvolgenti ogni volta. Come la discesa del Candelieri, la festa grande del 14 Agosto in onore della Madonna dell’Assunta. E’ la processione religiosa che attraversa il centro storico di Sassari capace di stringere a sé tutta la popolazione in un evento di grande fascino e trasporto, di certo tra i più importanti in Sardegna – al punto di diventare patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2013, in quanto parte integrante della Rete italiana delle grandi macchine a spalla -. La discesa nasce dal voto fatto dalla Madonna dell’Assunta, che nel 1652 salvò la città dalla peste. Un voto che i Gremi – le antiche corporazioni di Arti e Mestieri (Macellai, Fabbri, Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Muratori, Sarti e Massai), nati a Sassari nel Medioevo, sciolgono ogni anno. Ogni corporazione è identificata da un Candeliere (enorme cero ligneo – 300/400 Kg di peso – di forma cilindrica, trasportato a spalla e a braccia da otto portatori, sotto la direzione di un capo Candeliere). Se i Candelieri hanno nella sacralità l’elemento caratterizzante, i colori e i profumi che raccontano la Sardegna, quella vera, esplodono a Maggio con la Cavalcata, la festa laica più importante dell’isola: sfilano gruppi provenienti da un gran numero di centri in una kermesse che ogni anno raccoglie il gradimento di turisti e appassionati delle tradizioni locali. Un appuntamento che traccia le vie della città, uno spettacolo nello spettacolo che va in scena nella penultima Domenica di Maggio. E poi la natura incontaminata e un mare inconfondibile, in tutta la costa settentrionale, con angoli che trasmettono sensazioni indimenticabili, rappresentano lo scrigno capace di racchiudere in sé emozioni che la storia, l’arte e la cultura sono in grado di far respirare ai visitatori ogni momento della loro vacanza.

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COSA VISITARE

Visita a piedi del centro storico di Sassari, dove sarà possibile ammirare la cattedrale di San Nicola, Palazzo Ducale e Palazzo di Città, fulcro della Discesa dei Candelieri, con proiezione del relativo cortometraggio. Gli appassionati di storia, invece, potranno visitare il Museo archeologico nazionale G. A. Sanna in via Roma. A cena raccomandiamo di gustare le ricette tradizionali in un ristorante tipico.

Dopo aver ammirato la Fontana di Rosello, raccomandiamo di partire per l’altare prenururagico di Monte d’Accoddi, unico nel suo genere. Nel pomeriggio, invece, potreste visitare la miniera dell’Argentiera, sito del Parco geominerario della Sardegna. Per concludere al meglio la giornata non resta che fare un tour delle spiagge e dei punti panoramici della costa della Nurra.

Se vi trovate a Sassari il 14 agosto non potete perdervi la vestizione in preparazione della Discesa dei Candelieri della sera presso le sedi dei Germi. Dalle 18 comincerà la manifestazione vera e propria, con partenza da piazza Castello, e proseguirà lungo corso Vittorio Emanuele e Corso Vico, per arrivare nella chiesa di Santa Maria di Betlem, dove nella notte viene sciolto il voto alla Madonna dell’Assunta.

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DA NON PERDERE

A 15 minuti da Sassari si trova il sito archeologico della Sardegna prenuragica, di Monte d‘Accoddi
A 15 minuti da Sassari si trova la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia una chiesa in stile romanico pisano.
A 30 minuti la città di Alghero con i suoi edifici catalani in stile gotico
A 40 minuti da Sassari si trova il Borgo di Castelsardo


COME ARRIVARE

In aereo :
Aeroporto Alghero – Fertilia (distante circa 30 km) –
Aeroporto Olbia – Costa Smeralda (distante circa 120 km)
In nave:
Porto di Porto Torres (distante circa 20 km)
Porto di Olbia (distante circa 107 km)
Porto di Golfo Aranci (distante circa 125 km)


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BARI: Storia, talento e intraprendenza

CASTEL DEL MONTE (SITO UNESCO DAL 1996)
TRULLI DI ALBEROBELLO (SITO UNESCO DAL 1996)

Da qualunque parte si raggiunga Bari – via terra, cielo o mare – essa rivela subito forti connotati storici e vivaci tratti economici. Cattedrali, chiese, castelli, mura, trulli, masserie, dolmen, e poi opifici, fabbriche, laboratori artigianali popolano il paesaggio, urbano e suburbano, declinando il riuscito connubio levantino fra talento ed intraprendenza.
Dalla campagna al mare: nel “blu dipinto di blu”, come cantava Domenico Modugno – che nella bellissima Polignano a Mare è nato – e nei ricami bianchi dei rosoni delle cattedrali romaniche, la Terra di Bari trova la sintesi perfetta delle sue cromature. Acqua e pietra sono fondamenta di una civiltà “liquida” e quindi aperta all’accoglienza, ma allo stesso tempo “solida” perché determinata nel conservare le proprie peculiarità rurali, che nei secoli sono diventate costumi e tradizioni anche gastronomiche.
L’UNESCO nel 1996 ha riconosciuto Castel del Monte Patrimonio dell’Umanità, perché, come si legge nella motivazione, “possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme… capolavoro unico dell’architettura medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore: Federico Il di Svevia”.
Nello stesso anno la Terra di Bari ha avuto un altro prestigioso riconoscimento UNESCO alla sua bellezze: i Trulli di Alberobello, perché “esempio di una forma di costruzione ereditata dalla preistoria e sopravvissuta intatta, pur nell’uso continuativo, fino ai nostri giorni”.

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COSA VISITARE

1 A piedi si può ammirare la bellezza della città vecchia, passeggiando anche sulle sue mura. Per i più golosi la merenda è assicurata, grazie alla focaccia tipica, sfornata dai panifici che si trovano fra i vicoli. Meritano una visita anche la Cattedrale, la Chiesa di San Nicola e il Castello di Svevo. Ideali per concludere la giornata sono una passeggiata sul lungomare e una cena in un ristorante tipico.

2 Visita a Molfetta e al Duomo di San Corrado, singolare esempio dell’architettura romanico-pugliese. Dopo una passeggiata sul porto ci si può spostare a Trani, per ammirare la splendida cattedrale realizzata in tufo calcareo, materiale tipico della zona. Per pranzo potete farvi tentare dai numerosi ristoranti sul mare. Imperdibile è anche la visita guidata a Castel del Monte, edificio del XII secolo fatto costruire dall’imperatore Federico II, con destinazione d’uso residenziale e di rappresentanza.

3 Viaggiando verso Sud troviamo Polignano a Mare, rinomata per i suoi ottimi gelati artigianali che si possono gustare nei bar sulla balconata, ammirando il panorama impreziosito dalle scogliere a strapiombo. Ultima e immancabile tappa sono i Trulli di Alberobello, le tipiche costruzioni in pietra che donano una personalità monumentale alle campagne pugliesi.

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DA NON PERDERE

Il parco dell’Alta Murgia, Gravina, le città costiere di Bisceglie e Monopoli, Barletta, le Grotte di Castellana, Conversano e Mola di Bari.


COME ARRIVARE

Aeroporto di Bari, Porto di Bari (collegamenti quotidiani con Grecia, Croazia, Albania, Montenegro), Stazione Ferroviaria di Bari.


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CASERTA: “Terra Felix”

PALAZZO REALE DEL XVIII SECOLO DI CASERTA CON IL PARCO, L’ACQUEDOTTO VANVITELLIANO E IL COMPLESSO DI SAN LEUCIO (RICONOSCIMENTO UNESCO 1997)

Caserta è provincia della Regione Campania ed occupa quella parte di territorio che anticamente i romani chiamavano Campania Felix. Caserta ha origini antiche, già nel periodo longobardo (VIII secolo) esisteva un nucleo urbano denominato Casa Hirta (dal latino: “villaggio posto in alto”), che assunse i connotati di un moderno impianto urbanistico solo nella seconda metà del XVIII secolo quando Carlo III di Borbone commissionò all’architetto Luigi Vanvitelli la costruzione dell’omonima “Reggia”, una maestosa residenza reale di 1.200 stanze e 1.742 finestre, lunga, nel lato meridionale, ben 249 metri e alta 37,83.
Un incanto che ricopre un’area di circa 47.000 m². Nello stesso periodo i Borboni insediarono, nella pianura che successivamente sarà ribattezzata di “Terra di Lavoro”, innumerevoli siti, quali ad esempio la Real tenuta di Carditello e la Real seteria di San Leucio, che non furono soltanto luogo di svago per la corte, ma importanti luoghi di espressione imprenditoriale. Basti pensare che nel 1856, alla rassegna internazionale di Parigi, l’ industria borbonica si classificò al terzo posto in Europa come sviluppo industriale, dopo Inghilterra e Francia. Oggi, la provincia di Caserta, anche nota come “Terra di Lavoro”, si estende, dal mare (45 km. di litorale costiero) alle montagne, per una superficie pari al 19% del totale regionale; un territorio che, con tre Comunità Montane, tre parchi regionali, tre Riserve Naturali e con un numero significativo di bellezze di interesse storico/artistico, si propone come meta ideale per chi ama le vacanze all’insegna della natura e della cultura.

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COSA VISITARE

. Il centro storico di Caserta, con i suoi ristoranti tipici, non potrà che lasciarvi a bocca aperta.

La Reggia di Caserta, che si trova all’ingresso del centro della città, è facilmente raggiungibile perché collegata alla stazione ferroviaria e all’uscita Caserta Nord dell’Autostrada del Sole. La Reggia, la più grande al mondo per volume, vi affascinerà con i suoi appartamenti storici, i Giardini Reali, il Giardino Inglese, il Bagno di Venere, il Criptoportico, la Cappella Palatina, la Quadreria, la sala del Trono e mille altre sorprese. Una piccola curiosità: con la nascita del Regno d’Italia (1861), i funzionari sabaudi censirono i beni contenuti nella Reggia. Il bidet fu così inventariato: “strano oggetto a forma di chitarra”.

Non possono mancare le visite alla seteria Reale di San Leucio, all’acquedotto vanvitelliano – “i ponti della valle”, e a Casertavecchia.

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DA NON PERDERE

Casertavecchia, Bosco di San Silvestro, Vaccheria e San Leucio, Anfiteatro Capuano, Acquedotto vanvitelliano, Basilica benedettina di S.Angelo in Formis, Teatri romani di Sessa Aurunca e Teano, Sito di Carditello.


COME ARRIVARE

In auto: Autostrada A1 Roma-Napoli,
Autostrada A30 Caserta-Salerno.
In treno: Linea ferroviaria Napoli – Roma
In aereo: Aeroporto di Capodichino (NAP)


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GENOVA: I palazzi dell’ospitalità cinquecentesca

LE STRADE NUOVE E IL SISTEMA DEI PALAZZI DEI ROLLI (SITO UNESCO DAL 2006)

Genova ha riscoperto da alcuni anni una vocazione turistica che ha radici antiche, che affondano nel Medio Evo e nel Cinquecento – el siglo de oro – per arrivare al Novecento. Le tappe di questa riscoperta sono state l’Expo 1992, con il recupero del Porto Antico e l’Acquario, il vertice G8 del 2001, Genova Capitale Europea della Cultura nel 2004 e, nel 2006, il riconoscimento UNESCO dei “Rolli” genovesi, 42 sui 150 esistenti. Fin dal Medioevo, a Genova, le aristocratiche famiglie di mercanti e navigatori si insediavano nel centro antico, in lotti a stretto controllo familiare. Nel Cinquecento, quelle stesse famiglie decisero di costruirsi nuove strade e nuovi palazzi, creando la straordinaria invenzione urbanistica di Strada Nuova: un quartiere elitario, con una moderna lottizzazione pubblica e case allineate lungo un rettifilo di 250 metri. I palazzi diventarono delle vere e proprie “regge repubblicane” in cui i ricchi mercanti, banchieri, e finanzieri genovesi ospitavano imperatori, re e ambasciatori. Nacque così un originale sistema, che oggi chiameremmo di “chateaux relais” di ospitalità pubblica in dimore private, sancito con un decreto cinquecentesco del Senato che istituiva i Rolli (o liste, da cui prende nome il sito) degli Alloggiamenti pubblici. I proprietari dei palazzi erano tenuti ad accogliere gli ospiti della Repubblica, facendosi carico di tutte le spese. Oggi questo originale sistema di ospitalità diffusa è al centro della riscoperta turistica di Genova, meta di visite guidate e di periodici eventi spettacolari come i “Rolly Days”. A corollario dei palazzi, anche le 30 “Botteghe storiche” certificate sono meta di visite e di scoperte.

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COSA VISITARE

1 Breve escursione nel centro storico e cena in uno dei tanti ristoranti tipici

2 Si consiglia un breve percorso a piedi verso la cinquecentesca Strada Nuova, oggi via Garibaldi, con visita ad alcuni dei 42 palazzi dei Rolli: Palazzo Tobia Pallavicino, Palazzo Lomellino, Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, Palazzo Giacomo e Pantaleo Balbi, Palazzo Grimaldi Spinola di Pellicceria, unico esempio di dimora con arredi originali e il Museo di Palazzo Reale con la Sala del Trono, il Salone da Ballo e la Galleria degli Specchi. C’è anche la possibilità di visitare l’Appartamento dei Principi Ereditari, da richiedere all’atto della prenotazione.

3 Visita guidata a Palazzo del Principe, la più vasta e sontuosa dimora nobiliare della città di Genova. L’itinerario, attraverso gli appartamenti principeschi, si conclude nel monumentale giardino, dove si allestivano feste in onore di ospiti illustri. Suggeriamo, poi, una visita all’Acquario di Genova, con il nuovo Padiglione Cetacei progettato da Renzo Piano. A seguire un tour guidato attraverso i “carrugi” medievali per il circuito delle Botteghe storiche di Genova certificate, veri e propri tesori di architettura e tradizioni, con possibilità di shopping di prodotti tipici eccellenti in locali di pregio.

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DA NON PERDERE

A levante della città affascinanti borghi: Portofino, S. Margherita Ligure, Rapallo, Camogli, Sestri Levante e Chiavari. E poi gli incantevoli Golfi Paradiso e Tigullio e il Monte di Portofino. Subito dietro città e riviere, splendide vallate con i Parchi dell’Antola, dell’Aveto e del Beigua consentono il trekking e soste in borghi ricchi di storia di arte e di buona gastronomia.


COME ARRIVARE

Aeroporto Internazionale Cristoforo Colombo.
Autostrade: A12 nel levante da Livorno, A10 nel ponente dalla Francia che si agganciano agli assi che collegano Genova a Milano (A7) e a Torino e ad Aosta (A 26 dei Trafori).
Collegamento ferroviario con La Spezia, Imperia, Milano e Torino. Traghetti da/per Sardegna, Sicilia, Spagna, Marocco e Corsica.


WTC GENOA

Azienda Speciale della Camera di Commercio  di Genova per l’internazionalizzazione
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MATERA: Architettura inaspettata nelle conche carsiche

I SASSI ED IL PARCO DELLE CHIESE RUPESTRI DI MATERA (SITO UNESCO DAL 1993)

Senza tempo! Esito paradossale per una città dalla storia complessa: città di confine, di contrasti, di competizione e fusione tra paesaggi, civiltà, culture diverse. Competizione che ha visto dapprima l’aspro paesaggio murgico materano farsi ideale supporto della “civiltà rupestre” di matrice bizantina ed orientale, e che ha visto poi, a partire dall’avvento dei normanni, il sistematico tentativo di riduzione della “città rupestre” alle regole della “cultura della città” europea: dal romanico, al rinascimento, al barocco, otto secoli di costruzione e rifinitura della città hanno tentato di plasmare, vincere le naturali “resistenze” del preesistente habitat rupestre, determinando architetture e sistemazioni urbane di particolare qualità ed originalità.
L’insediamento umano nel territorio di Matera è antichissimo. Il nucleo originario della città era, ed è ancora oggi, costituito dalla Civita ai cui lati, nelle due conche carsiche, si sono sviluppati gli stupefacenti Sassi. Nel X Secolo gruppi di pastori incominciarono ad insediarsi e a ricavare nella morbida roccia abitazioni rustiche. Questi agglomerati divennero talmente complessi da determinare un’occupazione totale dei pendii e diedero vita ad una delle strutture urbane organizzate più incredibili mai create al mondo, un capolavoro assoluto dell’ingegno e della capacità di adattamento di un’umanità impegnata a sopravvivere alle difficoltà ambientali.
Matera antica può essere considerata “la capitale della civiltà rupestre” sviluppatasi nell’arco murgico pugliese tra IX e XI secolo d.C., sia per la vastità della gravina interessata, che per la permanenza storica dell’insediamento urbano, giunto fino ai nostri giorni.
Matera è Capitale della Cultura Europea 2019.

Mappa interattiva dei beni culturali di Matera

L’Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC-CNR) nell’ambito del progetto Mu.S.A. (Must See Advisor) ha sviluppato un applicativo totem multimediale touchscreen per consultare la mappa interattiva dei beni culturali di Matera. L’applicativo, sviluppato per il CESP, l’azienda speciale della Camera di Commercio di Matera, mira a dare visibilità, attraverso l’ausilio di nuove tecnologie, ai siti culturali e storico-architettonici meno conosciuti, anche ai fini di una loro promozione turistica. Il sistema sviluppato, in particolare, produce una mappa interattiva consultabile in rete contenente informazioni e documenti (associati ai siti georeferenziati) curate da specifici portatori di interesse – comuni, associazioni culturali, scuole secondarie – in modo da valorizzarne le conoscenze e ridurre drasticamente le possibilità di localizzare erroneamente i siti (o P.d.I. – Punti di Interesse). Le caratteristiche fondamentali della mappa interattiva sviluppata da ITC-CNR per Matera (http://www.ba.itc.cnr.it/MTR), sono:
– Geolocalizzazione dei siti mediante GPS;
– Usabilità anche da parte di utenti con problemi di percezione cromatica;
– Consultazione dei documenti multimediali associati ai P.d.I. selezionabili mediante tabelle (con funzioni di ordinamento e ricerca) o graficamente (visualizzando immagini di anteprima in modalità “gallery” o “tile”);
– Visualizzazione dei P.d.I. in funzione del secolo selezionato dall’utente mediante una “barra del tempo”Filtro dei P.d.I. in funzione di vari parametri, tra cui l’accessibilità fisica;
– Best Site: San Giovanni Battista, virtual tour (http://www.ba.itc.cnr.it/MTR/VT/VT17.html).

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COSA VISITARE
1 Passeggiata per il centro storico con cena in uno dei ristoranti caratteristici dei Sassi.
2 Visita guidata al Parco della Murgia Materna, alla Cripta del Peccato Originale, definita la Cappella Sistina della pittura parietale rupestre, con affreschi di matrice longobarda, databili al IX secolo e tra i più antichi presenti in Basilicata. Potrete poi proseguire per Murgia Timone, l’area più panoramica, e ammirare i complessi rupestri. Da non perdere anche le Chiese Rupestri di Santa Lucia alle Malve, di Santa Maria dell’Idris e dello straordinario complesso del Convicino di Sant’Antonio.
3 I dintorni di Matera sono preziosi quanto la città stessa, come Miglionico, cittadina caratterizzata dall’imponente Castello del Malconsiglio, di origine normanna, che domina tutta la valle. Si prosegue con la Basilica Pontificia di Santa Maria Maggiore, che custodisce il meraviglioso Polittico di Cima da Conegliano e una splendida cripta normanna. Infine si consiglia di fermarsi a Montescaglioso, feudo degli Altavilla, e visitare l’Abbazia di San Michele Arcangelo, monumento tra i più pregevoli del Sud Italia e simbolo della città.

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DA NON PERDERE

Il Parco della Murgia, Miglionico, Montescaglioso, Gravina di Matera.


COME ARRIVARE

L’aeroporto più vicino è il Karol Wojtila di Bari Palese, distante appena 60 Km circa. Altro aeroporto è quello del Salento a Brindisi, distante 150 km circa.

Matera è capolinea della linea Bari-Matera (a scartamento ridotto) delle Ferrovie Appulo Lucane.


CESP – CENTRO SERVIZI PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Azienda Speciale della Camera di Commercio della Basilicata

Tel. +39 0835 338411

Email: cesp@basilicata.camcom.it


MESSINA – Isole Eolie: le sette perle del Mediterraneo

ISOLE EOLIE: LIPARI, VULCANO, SALINA, STROMBOLI, FILICUDI, ALICUDI E PANAREA (SITO UNESCO DAL 2000)

Le Isole Eolie sono un arco vulcanico che, a partire da mezzo milione di anni fa, si è originato per effetto della collisione tra due placche tettoniche e della conseguente risalita di magma. Ancora oggi sono presenti vulcani attivi: Stroboli, le cui continue esplosioni si riversano con cascate di lapilli sulla Sciara del Fuoco; Vulcano, la cui ultima eruzione risale al 1888, segnato da un’intensa attività fumarolica lungo i bordi del cratere; Panarea, il cui cratere sommerso si apre tra gli isolotti, rivelato dalle numerose fumarole che emettono gas di origine magmatica.
Il mare delle Eolie regala scenari incantevoli, spesso accessibili solo in barca, tra falesie, scogliere e fondali ricchi di biodiversità. Vi sono spiagge di rara bellezza, Valle Muria ed Acquacalda a Lipari, Bazzina ad Alicudi, Le Punte a Filicudi, Cala Zimmari a Panarea, il Gelso e le Sabbie Nere a Vulcano, Piscità a Stromboli.
Le isole sono un crocevia di storia e leggende, che le rendono stimolanti mete per il turismo culturale. L’uomo abita le Eolie da 8000 anni e ne ha modellato il paesaggio attraverso imponenti terrazzamenti, lasciando tracce della sua presenza non soltanto nel Castello di Lipari – un complesso monumentale che ospita il Museo archeologico regionale “L. Bernabò Brea” e numerose testimonianze del Neolitico all’epoca bizantina – ma anche nei villaggi dell’età del Bronzo perfettamente conservati che sorgono su Capo Graziano a Filicudi, Serro del Capo a Salina, Punta Milazzese a Panarea.
Numerosi sono i percorsi, ideali per gli appassionati di trekking, che si snodano tra garighe e praterie costiere, ginestri e formazioni di macchia mediterranea. Le produzioni vinicole, derivanti da peculiari vitigni come il Malvasia e il Corinto nero, insieme a quelle agricole, caratterizzato dal cappero, conferiscono un carattere inconfondibile a una tradizione enogastronomica che riflette una lunga storia di “isole contadine”, alla quale si affianca anche la pesca, qui rivolta soprattutto all’alalunga, al pesce spada e al gamberetto di nassa.

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COSA VISITARE

Tour dell’isola di Salina con bagno a Pollara, visita in cantina con degustazione e pranzo a Lingua. Salina si caratterizza per la presenza di un’importante riserva naturale, da importanti produzioni di capperi e malvasia e per l’organizzazione di eventi culturali.

Escursione a Vulcano, camminata al Gran Cratere La Fossa e poi bagno nella splendida cornice delle Sabbie Nere. L’isola è caratterizzata da manifestazioni di natura vulcanica, molto apprezzate dai turisti, che vi si recano anche per godere degli effetti terapeutici di fanghi caldi e fumarole sottomarine. Rientro a Lipari nel pomeriggio con tour dell’isola per apprezzare il tramonto. Cena tipica in uno dei rinomati ristoranti del centro storico.

Visita alla rocca del Castello e all’importante Museo archeologico eoliano. Nel primo pomeriggio escursione a Panarea – con visita al paesino e del Villaggio preistorico – e Stromboli, dove è possibile ammirare dal mare o da quota 300-400 mt il suggestivo bagliore notturno delle eruzioni vulcaniche.

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COME ARRIVARE

Gli aeroporti più vicini sono: l’Aeroporto di Catania-Fontanarossa (110 km), collegato sia da servizi pubblici che da servizi privati in convenzione con i principali hotel oleani, e l’Aeroporto dello Stretto-Reggio Calabria, maggiormente accessibile nel periodo estivo grazie ai collegamenti in aliscafo tra le Eolie e Reggio Calabria


CAMERA DI COMMERCIO DI MESSINA

Tel. +39 090 77721
Email: cciaa.messina@me.legalmail.camcom.it
Contatto: Sabina Vinci
Web: www.me.camcom.it