TREVISO BELLUNO – Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e le Dolomiti Patrimoni dell’Umanità UNESCO

Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Si trova in Veneto in una piccola area collinare della provincia di Treviso, il sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Caratterizza il sito l’interazione positiva tra uomo e ambiente che ha saputo creare un paesaggio culturale unico.

Il sito comprende la fascia collinare che dal comune di Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto, una consistente porzione del paesaggio viticolo della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dove si produce il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Esplorare il luogo d’origine, conoscere il produttore, visitare il vigneto e infine degustare il vino in una tradizionale cantina, gustando le prelibatezze Iocali mentre un esperto illustra Ie diverse fasi della lavorazione: è un’esperienza di forte emozione a cui molte persone si stanno avvicinando.

ll viaggio diventa un’occasione privilegiata per immergersi completamente, lasciandosi trasportare dai sensi.

La Marca Trevigiana, attraverso le sue celebri strade — Strada del Prosecco e vini delle colline del prosecco di Conegliano — Valdobbiadene. Strada dei vini del Piave, Strada dei vino del Montello e Colli Asolani – ha saputo dar vita ad una serie di percorsi dove il piacere dei sensi viene magnificamente accostato all’arricchimento culturale e al godimento estetico, nel rispetto delle tradizioni e dell’ambiente locali.

L’area delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità UNESCO è caratterizzata da una particolare conformazione geomorfologica, denominata “hogback“, costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi allungati in direzione est-ovest e intervallati da piccole valli parallele tra loro.
In questo difficile ambiente, l’uomo ha saputo nei secoli adattarsi, modellando le ripide pendenze e perfezionando la propria tecnica agricola.

Espressione di questa capacità adattiva è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento, che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo.

Testimonianza dell’utilizzo del ciglione nel territorio risale alle perticazioni del XVI e XVII secolo;

Questo lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario molteplice sia nelle forme che nella composizione. Un paesaggio definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da tanti piccoli appezzamenti vitati intervallati da un’importante presenza di elementi boscati ed improduttivi, che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi ecosistemici di qualità.

In realtà la composizione fisico-chimica del terreno, l’abbondanza di acque, la posizione al riparo dalle correnti fredde e l’esposizione prevalentemente a Sud hanno creato l’habitat ideale necessario alla coltivazione della vite.

“Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’uso del suolo o dell’uso del mare che sia rappresentativo di una cultura (o di culture) o dell’interazione umana con l’ambiente, specialmente quando è diventato vulnerabile all’impatto di cambiamenti irreversibili.”

DOLOMITI: patrimonio naturale di incomparabile bellezza

Le Dolomiti (Dolomiten in tedesco, Dolomites in ladino, Dolomitis in friulano), conosciute anche con l’appellativo di “Monti pallidi” per la caratteristica roccia bianca cangiante che le rende uniche e affascinanti, sono un insieme di nove sistemi montuosi delle Alpi Orientali italiane che esibiscono una varietà di paesaggi montani di incomparabile bellezza.

Le Dolomiti si estendono per quasi 142mila ettari su cinque province: Belluno, entro i cui confini sono presenti la maggior parte dei gruppi dolomitici, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, abbracciando così tre Regioni (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia).

La loro particolare conformazione e origine ne fanno una delle zone più rinomate a livello paesaggistico, naturalistico-ambientale e turistico dell’intero arco alpino, e non solo, tanto che il 26 giugno 2009 il Comitato Esecutivo della Convenzione sul patrimonio dell’umanità dell’Unesco, riunito a Siviglia, ha inserito le Dolomiti nella World Heritage List per il loro “valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico”.

Il paesaggio delle Dolomiti è, infatti, frutto di una lenta trasformazione: le spettacolari vette ornate di guglie, torri e pinnacoli dalle infinite forme scultoree sono emerse 70 milioni di anni fa dal mare primordiale che ricopriva tutta quest’area e sono state modellate nel corso del tempo dagli agenti atmosferici che le hanno plasmate in forme davvero uniche. Queste montagne, un tempo ammasso di conchiglie, coralli e alghe, sommerso dal mare, oggi rappresentano un magnifico tesoro geologico ricco di fossili.

All’alba e al tramonto le pallide e bianche Dolomiti si accendono, caricandosi di colore con iridescenti tonalità che dal rosa virano all’arancio, creando quel effetto conosciuto con il nome di Enrosadira, letteralmente “diventare di colore rosa”. Un fenomeno tipico e unico dovuto alla particolare composizione della sua roccia, la dolomia, ossia un carbonato doppio di calcio e magnesio che fu studiato per primo da Deodat de Gratet de Dolomieu (1750-1801), un geologo e mineralogista francese da cui le Dolomiti trassero il nome.

Un territorio, però, non fatto di sola roccia. Sono presenti più di 1.500 specie vegetali, numerose specie animali nonché un vivace e ricco patrimonio etnografico. Qui, infatti, si incontrano tre culture: la cultura italiana, la cultura tedesca e ladina con le loro antiche tradizioni, i loro saperi e le loro leggende.

Gli splendidi paesaggi delle Dolomiti fin dagli esordi del turismo moderno hanno attirato un gran numero di alpinisti, esploratori e viaggiatori italiani e stranieri. Tuttora i suoi centri di villeggiatura sono rinomate mete di vacanza per chi cerca un contatto intimo con la natura anche attraverso la pratica sportiva: dall’arrampicata allo sci, dal parapendio alla mountain bike, dalla canoa alle escursioni a piedi in un ambiente dall’irresistibile fascino che sa parlare all’animo offrendo emozioni, silenzio e stupore.

COSA VISITARE

  1. Non può mancare il giro dei passi dolomitici da fare in auto, in moto o in bici. Percorrere i tornanti che raggiungono il valico e dominare dall’alto il paesaggio dolomitico è un’esperienza indimenticabile per tutti i visitatori.
  2. Cortina d’Ampezzo, regina delle Dolomiti, centro sciistico di fama mondiale. Pieve di Cadore, celebre per aver dato i natali a uno dei più grandi pittori rinascimentali, Tiziano Vecellio e sede dell’interessante Museo dell’occhiale, industria che qui mosse i primi passi arrivando a conquistare il primato mondiale. Fornesighe, borgo incantato della Val di Zoldo, valle che ospita numerose ospite dello scultore Andrea Brustolon, noto come il Michelangelo del legno. Cibiana con i suoi murales. Arabba, Alleghe e Falcade, Selva di Cadore, anime diverse dell’Agordino. Lorenzago di Cadore, luogo di soggiorno estivo amato da papa Giovanni Paolo XXIII. La chiesa di S. Nicolò di Comelico con gli affreschi di Gianfrancesco da Tomezzo (1482) e la chiesa di Sant’Orsola di Vigo di Cadore con un grandioso ciclo di affreschi trecenteschi e un altare ligneo tardogotico di matrice tedesca di Michael Parth.
  3. Indispensabile una passeggiata a piedi per ammirare la bellezza di queste montagne celebri nel mondo: giro delle Cinque Torri,

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DA NON PERDERE

Cortina d’Ampezzo e la conca ampezzana, la Val di Zoldo, l’Agordino, il Cadore e il Comelico.

COME ARRIVARE

Gli aeroporti più vicini sono: l’aeroporto di Venezia “Marco Polo (109 km) e l’aeroporto di Treviso “Antonio Canova (87 km). In auto attraverso l’autostrada A27 che in un’ora collega Venezia a Belluno, di qui all’uscita autostradale di Pian di Vedoia (BL) si raggiungono in poco tempo tutte le valli dolomitiche della provincia di Belluno. Con il treno è possibile raggiungere Sedico, Belluno, Longarone e Pieve di Cadore e da lì con gli autobus le varie destinazioni.

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LE VIE DEI TRATTURI NELLE PROVINCE DI CHIETI E DI PESCARA – Dalla montagna d’Abruzzo alla Costa dei Trabocchi.

VIE E CIVILTÀ DELLA TRANSUMANZA (PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO 2019)

Le province di Chieti e di Pescara sono interessate dalla presenza dei tratturi, il più imponente monumento della storia economica e sociale dei territori dell’Appennino Abruzzese-Molisano e del Tavoliere delle Puglie, percorsi formatisi in epoca antica in relazione a forme di produzione economica basate sulla pastorizia, posti sotto la tutela del Ministero dei Beni Culturali. Nel maggio 2015 è stata presentata la candidatura per il riconoscimento della Via e Civiltà della Transumanza come patrimonio immateriale all’UNESCO per valorizzare questi percorsi dal punto di vista turistico e culturale.

Il tratturo più grande che interessa le due province è il Tratturo Magno, che parte dalla città dell’Aquila e arriva a Foggia dopo aver percorso 244 km, attraversando diversi comuni, tra cui Corvara, Pietranico e Rosciano (per la provincia di Pescara), Chieti, Lanciano e Vasto (per la provincia di Chieti).

Altro tratturo che attraversa le due province, ai piedi del massiccio della Majella (la cima più alta è il monte Amaro mt. 2793), è il Centurelle Montesecco, per un totale di 155 km, che parte dalla  Chiesa tratturale di S. Maria di Centurelli, presso Civitaretenga nell’Aquilano e termina sullo stesso Tratturo in Molise passando per i comuni di Bussi sul Tirino, Bolognano e Manoppello (per la provincia di Pescara) e Roccamontepiano, Fara Filiorum Petri e Guardiagrele (per la provincia di Chieti).

L’epica della transumanza ispirò Gabriele d’Annunzio nella sua poesia “Pastori” di in cui il Vate racconta il lento cammino dei pastori e delle greggi dai monti abruzzesi verso i pascoli erbosi della Puglia, fino al contatto con la sua amata Costa dei Trabocchi, tratto roccioso di litorale Adriatico della provincia di Chieti segnato dalla diffusione del trabocco, macchina da pesca su palafitta oggi luogo di immersioni nei sapori della cucina marinara e meta di turisti da tutto il mondo.

COSA VISITARE

  • Sul Tratturo Magno, a Chieti, escursione nel centro cittadino e visita ai musei archeologici della città e al Guerriero di Capestrano, scultura del VI secolo a.C., simbolo d’Abruzzo. A Lanciano, visita ai luoghi tratturali della città, Chiesa del Miracolo Eucaristico e del borgo medioevale. Pranzo degustazione nella Torre Vinaria di una cantina vinicola della campagna frentana; Passeggiata a piedi o mountain bike sulla Costa dei Trabocchi e cena sul trabocco. Visita alla città di Vasto, camminata nel centro storico e visita alla Pinacoteca di Palazzo D’Avalos. Pranzo in ristorante con “brodetto di pesce alla Vastese”. Visita alla Riserva Naturale di Punta Aderci in ebike, con partenza da Casalbordino Lido, località Casetta Santini, spiaggia dunale sul Tratturo Magno con degustazione di prodotti caseari.
  • Pescara, visita ai luoghi di Gabriele D’Annunzio, Casa Natale con museo, Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna e Museo Basilio Cascella. Sempre nei luoghi dannunziani, visita all’Eremo dannunziano situato nel promontorio localizzato nella contrada delle Portelle di San Vito Chietino dove nell’estate del 1889 risiedette Gabriele d’Annunzio con la sua amata Barbara Leone che originò alcune tra le meravigliose pagine dell’opera dannunziana del Trionfo della Morte.
  • Nei luoghi del Tratturo Centurelle Montesecco, sono da visitare i monasteri di San Clemente a Casauria(sito nel comune di Castiglione a Casauria) e di San Liberatore a Majella. Ad Abbateggio si trova un intero villaggio a tholos, le cui capanne in pietra erano il riparo quotidiano dei viandanti e dei pastori transumanti. Turismo esperienziale sui luoghi tratturali, con laboratori del formaggio e della lana e con racconti e storie della civiltà della transumanza. Ancora da visitare: Manoppello, con la Basilica del Volto Santo e lungo il percorso tratturale i comuni di Serramonacesca, Roccamontepiano, Fara Filiorum Petri, paese famoso per la manifestazione folcloristica delle Farchie.

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DA NON PERDERE

Gli Eremi della Majella sui luoghi di Celestino V, il papa del gran rifiuto, il Parco Nazionale della Majella con i suoi sentieri di trekking, i percorsi cicloturistici delle province di Chieti e di Pescara e la Rete Ciclabile dei Trabocchi.

I COLLEGAMENTI

Aeroporto d’Abruzzo (Chieti-Pescara), Ferrovia Adriatica e Roma-Pescara, autostrada A14-A25, Porto Turistico Marina di Pescara

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VENEZIA GIULIA: …siede la Patria mia tra il monte, e ‘l mare quasi theatro c’abbia fatto l’arte, non la natura… (Erasmo da Valvason)

Candidato a sito Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

PAESAGGIO RURALE COLLIO-BRDA TRA ISONZO E LO JUDRIO

Antichi vigneti, piccoli borghi e riserve naturali si rincorrono su morbide colline, che sorvegliano un territorio suggestivo dal microcosmo unico per tradizioni e storia millenaria. Questo è il Collio, una mezzaluna di dolci pendii che si estende in provincia di Gorizia, nel Nord-Est d’Italia, tra le Alpi Giulie e il mar Adriatico, ai confini con la Slovenia.
Terra che racchiude scorci di grande bellezza: fiumi, montagne, pascoli, boschi di robinia, colline, vigneti e frutteti, lagune. Un territorio variegato di contrasti ed influenze diverse, in cui si alternano castelli, chiese, borghi, leggende e poesie in lingue diverse. L’area del Collio, tra Judrio a ovest e Isonzo a est, si estende per una superficie di 1500 ettari vitati all’interno di otto dei venticinque comuni della provincia goriziana: Capriva, Cormòns, Dolegna del Collio, Farra d’Isonzo, Gorizia, Mossa, San Floriano del Collio e San Lorenzo Isontino. Il territorio è costituito da una serie di rilievi eocenici e paleocenici, con strette valli di dimensioni ridotte, fatta eccezione per l’estesa piana del Preval. Le particolari condizioni ambientali di questa zona hanno favorito lo sviluppo di una viticoltura di pregio e la produzione di vini bianchi eccellenti.
Il Collio è una zona viticola conosciuta in tutto il mondo per la sua varietà di vini bianchi, caratterizzati da una spiccata mineralità e una grande longevità. Dire autoctono nel Collio, significa fare riferimento a quattro grandi vitigni: Malvasia, Ribolla Gialla, Friulano e Picolit. Vi è poi il Collio Bianco, frutto dell’assemblaggio di uve diverse.
Trieste, capoluogo regionale multiculturale e di fascino. Il suo simbolo è il Castello di Miramare, poco distante dall’Area Marina Protetta, Riserva Biosfera UNESCO riconosciuta dal 1979 dal programma MaB.

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COSA VISITARE

1 Il modo migliore per conoscere il Collio goriziano è percorrere la “Strada del vino e delle ciliegie” che da San Floriano raggiunge Dolegna. E’ possibile visitare i luoghi dove la Prima guerra mondiale ha lasciato i segni più cruenti, come testimoniato dai diversi itinerari e, in particolare, dall’Ossario di Oslavia. Simili percorsi e testimonianze si trovano anche sull’altipiano Carsico. Gorizia invece, crocevia di culture e città di confine, riflette la sua storia nelle sue strade, nei suoi parchi e nella sua architettura medioevale, barocca e ottocentesca.

2 Trieste, città internazionale, multiconfessionale e multiculturale può essere considerata una piccola Vienna sul mare, con splendidi ed eleganti palazzi dai tratti neoclassici, liberty e barocchi. Dal Castello di San Giusto a quello di Miramare, dalla Sinagoga alle chiese serbo-ortodossa e greco-ortodossa, fino alle chiese evangelica luterana e quella elvetica: Trieste è un mosaico unico e affascinante.

3 Grado è, con il suo sapore veneziano, località turistica e termale in cui trascorrere splendide giornate di relax, ma anche punto di partenza per esplorare la laguna e riserve naturali uniche per la loro bellezza.

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COME ARRIVARE
Aereo: Aeroporto Trieste Airport, Ronchi dei Legionari (GO) –: Cormons 18 km, Gorizia 28 km Trieste 54 Km, Venezia 120 Km.
Treno: Stazione ferroviaria di Cormons (GO) linea ferroviaria Udine-Trieste.
Altre stazioni lungo il percorso: Stazione Centrale Trieste, Monfalcone (GO), Gorizia.
Altre stazioni su linea ferroviaria Venezia-Trieste: Cervignano-Aquileia-Grado”
Auto: In Autostrada A4 uscite ai caselli di Palmanova, Villesse e Gorizia, Redipuglia


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SICILIA ORIENTALE: La provincia di Ragusa e Siracusa

LE CITTÀ TARDO BAROCCHE DELLA VAL DI NOTO (SITO UNESCO 2002)

Il turismo nel Sud Est della Sicilia nelle province di Catania , Ragusa e Siracusa, da diversi anni ha assunto una dimensione e un’importanza del tutto particolare rispetto alle altre province siciliane. Le peculiarità del territorio, caratterizzato dalla grande bellezza delle città e dei loro monumenti, mista alle bellezze naturali e paesaggistiche, creano un mix di attrattive che ha pochi confronti. SU tutto si staglia con la sua imponenza e bellezza il vulcano Etna dichiarato patrimonio UNESCO nel 2013. Questi caratteri, uniti alla rilevante produzione enogastronomica che si può definire senz’altro su livelli di assoluta eccellenza, rendono il nostro territorio una zona ricca di potenzialità turistiche che meritano di essere sfruttate al meglio.
Il riconoscimento da parte dell’UNESCO dei tesori della Val di Noto ha incentivato ulteriormente le motivazioni di un intero settore, incrementando di molto, in pochi anni, l’offerta turistica, differenziata nelle varie categorie, dagli Hotel a 5 stelle, ai B&B, ai semplici affittacamere. Questo incremento, legato ad un aumento dei flussi turistici, che ha avuto una notevole impennata, garantisce una solida base strutturale cui fare seguire una adeguata promozione del territorio nel suo complesso.
Imperdibile, infine, l’escursione sul vulcano Etna definito dall’UNESCO uno dei vulcani “ più emblematici ed attivi nel mondo”.

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COSA VISITARE

1 Non si può visitare la provincia di Ragusa senza ammirare le bellezze barocche della Val di Noto, dichiarate patrimonio UNESCO nel 2002. Vi ritroverete ad occhi aperti tra i siti di Ragusa, Modica, Scicli e Noto.

2 La serie “Il commissario Montalbano”, famosa in tutto il mondo, è stata girata proprio nel ragusano. Visitando Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina, potrete vedere la casa del commissario, mentre il municipio di Scicli vi farà rivivere l’atmosfera del commissariato di Vigata.

Imperdibile è l’escursione sul monte Etna il Vulcano più alto d’Europa, in qualsiasi stagione dell’anno con una guida che vi farà apprezzare gli incredibili aspetti naturalistici oltre che paesaggistici di questa “ montagna buona” o “a muntagna”come è definita dai suoi abitanti .

4 Una tappa da non perdere è Siracusa, una delle città del Mediterraneo tra le più belle. In un giorno, per chi ha poco tempo, si può visitare il centro storico, l’isola di Ortigia, il suo nome dervia dal greco antico ortyx che significa “quaglia”. Tanti i monumenti storici degni di nota, il Duomo di Siracusa, il Tempio di Apollo, la fonte Aretusa, la grotta calcarea “Orecchio di Dionisio”.

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DA NON PERDERE
Castello di Donnafugata, Chiesa di S. Giorgio, Chiesa di S. Giovanni Battista, Chiesa di S. Giuseppe, Chiesa di S. Maria delle Scale, Palazzo Cosentini, Palazzo La Rocca, Palazzo della Cancelleria, Portale di San Giorgio, Mura Bizantine, Ponte vecchio, Torre Cabrera di Marina di Ragusa, Siti dell’architettura fascista (Piazza Libertà, Piazza Poste, Ponte Nuovo).


COME ARRIVARE
Scali aeroportuali. Il sud est siciliano del Val di Noto può contare su due scali aeroportuali, l’aeroporto di Catania dedicato a Bellini, che dista circa 45 minuti dal centro di Siracusa e quello di Comiso, sul versante di Ragusa che si trova a 5 Km dal comune di Comiso, 15Km da Ragusa e 90 Km da Catania


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CROTONE: Il patrimonio naturale della Sila

RISERVA DELLA BIOSFERA DELLA SILA (RICONOSCIMENTO UNESCO DAL 2014)

I territori della Provincia di Crotone fanno parte del Parco Nazionale della Sila, selezionato da IUCN e WWF come centro di diversità vegetale mondiale, sono inseriti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO grazie alle ampie distese di ulivi, ai panorami incantevoli e all’accoglienza sincera.
Ampie spiagge e un mare cristallino lasciano spazio, in pochi minuti di viaggio, a spettacolari paesaggi collinari e alla lussureggiante vegetazione dell’altopiano della Sila. Il territorio crotonese vanta un notevole patrimonio naturale (Riserva naturale Marina “Capo Rizzuto”, Parco Nazionale della Calabria, Area geologica Vica e Stuni) e storico-artistico (Parco Archeologico di Capo Colonna, Castello di Carlo V, Castello Normanno di Santa Severina, Castello Aragonese di Le Castella) che favorisce ogni tipologia di turismo lungo tutto l’arco dell’anno
Non mancano le eccellenze di ambito enogastronomico, di cui i vini sono l’esempio migliore: prodotti da vitigni autoctoni possono oggi contare sui marchi Doc e Igt, e su un sempre più largo consenso. Livelli elevatissimi di qualità e di gusto sono riconosciuti anche al pane, all’olio, alla sardella, ai salumi e ai formaggi.
Non si può dimenticare nemmeno l’antichissima tradizione artigianale del Crotonese, il cui frutto più prezioso è l’arte orafa.
Tutto questo rende la provincia di Crotone un territorio unico ed incantevole destinato a rimanere nel cuore di chi l’ha vissuto o, semplicemente, visitato.

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COSA VISITARE

Il primo giorno si farà visita a Crotone, luogo in cui Pitagora fondò la sua celebre scuola di sapere. Si visiterà il Museo Archeologico Nazionale e al Castello di Carlo V, fortezza originariamente costruita nel IX secolo per difendere la città dalle incursioni dei Saraceni, per poi arrivare in Piazza Duomo. Infine per completare la visita nel capoluogo crotonese non potrà mancare una passeggiata sul lungomare con visita al porto turistico. Dopo una rigenerante pausa pranzo, in uno dei tanti agriturismi presenti in zona, ci si recherà a Capo Colonna ove è presente il santuario di Hera Lacinia,costruito dai Crotoniati nel VII secolo a.c.

2 Il secondo giorno si inizierà a visitare uno dei tratti più belli dell’Area Marina Protetta di “Capo Rizzuto” ovvero Le Castella, dove sorge uno dei castelli più affascinanti d’Italia che fu rifugio dei soldati impegnati nella difesa dagli invasori provenienti dal mare. Successivamente si farà visita a Santa Severina, definita dai viaggiatori del passato “la città turrita”, nota per il suo Castello, la cui costruzione risale all’epoca della dominazione normanna (XI secolo). Al rientro, passando per la Val di Neto (I.G.T.) si potrà effettuare una visita con degustazione in una delle svariate cantine di vini DOC.

Il terzo giorno si suggerisce un itinerario naturalistico che prevederà un’escursione nel Parco della Sila e al villaggio Palumbo, un’importante località sciistica situato nell’Altopiano Silano sulle sponde meridionali del lago Ampollino, dotata di efficienti impianti per la pratica degli sport invernali; è presente una pista bob, pala ghiaccio e vari centri per il noleggio di attrezzature. D’estate è possibile attraversare il lago in pedalò. La località è ben servita da ristoranti e trattorie per degustare la cucina tipica locale, bazar e negozi di ogni genere.

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COME ARRIVARE
Aeroporto Crotone S.Anna oppure Aeroporto
Internazionale di Lamezia Terme.
Stazione Ferroviaria di Lamezia Terme Centrale
In auto: Autostrada A3 Reggio-Calabria

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BENEVENTO: Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)

IL COMPLESSO DI SANTA SOFIA (SITO UNESCO DAL 2011)

La chiesa di Santa Sofia è uno degli edifici di culto più belli ed originali del Medioevo.
La sua movimentata facciata richiama alla mente la flessuosità di una tenda da campo militare longobarda. Il campanile in pietra, posto a distanza di sicurezza, ci ricorda che nei secoli passati i terremoti ne causarono il crollo che distrusse il “protiro” antistante l’ingresso.
Al centro di uno splendente mosaico dorato vi è Cristo in trono. Ai lati le figure oranti della Vergine e di S.Mercurio. Genuflesso, con la corona in testa, la figura del Principe Arechi II che, nel 759, volle la costruzione della chiesa dedicata alla Santa Sapienza di Cristo. L’edificio divenne “santuario della stirpe longobarda” in Italia. L’interno, una volta di forma stellare ed interamente affrescato, ha un razionale ordine geometrico, potendo essere circoscritto in una circonferenza di 23,50 metri. Procedendo dal centro si passa ad un esagono con sei colonne con capitelli antichi, collegati ad archi che sorreggono la cupola, e ad un decagono a sua volta segnato da otto pilastri, ciascuno parallelo alla parete perimetrale corrispondente.
Gli affreschi superstiti, che testimoniano nello stile le influenze orientali, narrano, nell’abside di sinistra, guardando l’altare, episodi della vita di S.Giovanni il Battista con l’improvviso mutismo di Zaccaria per l’annuncio della futura nascita di Giovanni; nell’abside di destra, sono raffigurati episodi della vita della Vergine, come l’Annunciazione e la Visitazione.
L’antica copertura della chiesa doveva essere a capanna, appoggiandosi alla sinuosa struttura esterna.
Il chiostro fu monastero per monache benedettine e nacque con la chiesa. L’originario ordine architettonico dello spazio claustrale fu alterato dai rifacimenti dovuti ai danni dei vari terremoti. Il chiostro, di forma quadrata, come la Gerusalemme celeste, presenta una rientranza per lo sconfinamento dell’annessa chiesa. Al centro dello spazio vi è un pozzo, protetto da un antico capitello.

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COSA VISITARE

Visita del centro storico. La Rocca dei Rettori, simbolo degli avvicendamenti storici: sannita, romana e poi longobarda. Accanto, il Museo Arcos con reperti del tempio di Iside. Di fronte, il complesso di S. Sofia. Lateralmente, il Museo del Sannio e il Chiostro. In zona, l’Hortus Conclusus installazione artistica realizzata nel 1992 dell’artista Mimmo Paladino. Proseguendo, l’Arco di Traiano eretto nel 114 d.C. in onore dell’imperatore Traiano. Vicino, la Chiesa di S. Ilario di fondazione longobarda.

Proseguendo nel centro, la Cattedrale (V secolo) famosa per le sue porte di bronzo in tutta l’Europa medievale (distrutte dai bombardamenti del ’43, ne restano poche formelle con scene sacre in rilievo). A destra, attraverso l’Arco del Sacramento (arco onorario databile tra la fine del I sec. e l’inizio del II sec, posto all’ingresso del Foro della città romana) si arriva al Triggio, cuore della città nuova longobarda, dove San Gennaro ebbe i suoi natali. Continuando si giunge al teatro romano, costruito nel II secolo sotto l’imperatore Adriano ed ingrandito da Caracalla; infine il Ponte Leproso (III sec. a.C.) e la Basilica della Madonna delle Grazie.

3 Tour tra i comuni della provincia, territorio ricco di attrattive turistiche, storiche, artistico-culturali e paesaggistico-ambientali (il museo Paleolab – area geopaleontologica di Pietraroja, parco del Taburno, il Fortore, la Valle Telesina, la Valle Caudina, la terra di San Pio, i vini e il torrone, ecc.).

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COME ARRIVARE
Aeroporto di Napoli Capodichino, Aeroporto di Bari,
Aeroporto di Roma Fiumicino.
In treno: da Napoli e Caserta
In auto: Autostrada A1 Milano-Napoli
Autostrada A14 Milano-Bari
Autostrada A16 Napoli-Bari


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SASSARI: Antica città regia, ricca di storia e arte

LA FESTA DEI CANDELIERI (PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’UNESCO DAL 2013)

La Sardegna è un tesoro da scoprire con le sue bellezze, uniche e diverse in ogni territorio, isole nell’Isola. Storie di secoli e tradizioni ancora vivissime regalano ai visitatori esperienze intense, nuove e coinvolgenti ogni volta. Come la discesa del Candelieri, la festa grande del 14 Agosto in onore della Madonna dell’Assunta. E’ la processione religiosa che attraversa il centro storico di Sassari capace di stringere a sé tutta la popolazione in un evento di grande fascino e trasporto, di certo tra i più importanti in Sardegna – al punto di diventare patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2013, in quanto parte integrante della Rete italiana delle grandi macchine a spalla -. La discesa nasce dal voto fatto dalla Madonna dell’Assunta, che nel 1652 salvò la città dalla peste. Un voto che i Gremi – le antiche corporazioni di Arti e Mestieri (Macellai, Fabbri, Piccapietre, Viandanti, Contadini, Falegnami, Ortolani, Calzolai, Muratori, Sarti e Massai), nati a Sassari nel Medioevo, sciolgono ogni anno. Ogni corporazione è identificata da un Candeliere (enorme cero ligneo – 300/400 Kg di peso – di forma cilindrica, trasportato a spalla e a braccia da otto portatori, sotto la direzione di un capo Candeliere). Se i Candelieri hanno nella sacralità l’elemento caratterizzante, i colori e i profumi che raccontano la Sardegna, quella vera, esplodono a Maggio con la Cavalcata, la festa laica più importante dell’isola: sfilano gruppi provenienti da un gran numero di centri in una kermesse che ogni anno raccoglie il gradimento di turisti e appassionati delle tradizioni locali. Un appuntamento che traccia le vie della città, uno spettacolo nello spettacolo che va in scena nella penultima Domenica di Maggio. E poi la natura incontaminata e un mare inconfondibile, in tutta la costa settentrionale, con angoli che trasmettono sensazioni indimenticabili, rappresentano lo scrigno capace di racchiudere in sé emozioni che la storia, l’arte e la cultura sono in grado di far respirare ai visitatori ogni momento della loro vacanza.

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COSA VISITARE

Visita a piedi del centro storico di Sassari, dove sarà possibile ammirare la cattedrale di San Nicola, Palazzo Ducale e Palazzo di Città, fulcro della Discesa dei Candelieri, con proiezione del relativo cortometraggio. Gli appassionati di storia, invece, potranno visitare il Museo archeologico nazionale G. A. Sanna in via Roma. A cena raccomandiamo di gustare le ricette tradizionali in un ristorante tipico.

Dopo aver ammirato la Fontana di Rosello, raccomandiamo di partire per l’altare prenururagico di Monte d’Accoddi, unico nel suo genere. Nel pomeriggio, invece, potreste visitare la miniera dell’Argentiera, sito del Parco geominerario della Sardegna. Per concludere al meglio la giornata non resta che fare un tour delle spiagge e dei punti panoramici della costa della Nurra.

Se vi trovate a Sassari il 14 agosto non potete perdervi la vestizione in preparazione della Discesa dei Candelieri della sera presso le sedi dei Germi. Dalle 18 comincerà la manifestazione vera e propria, con partenza da piazza Castello, e proseguirà lungo corso Vittorio Emanuele e Corso Vico, per arrivare nella chiesa di Santa Maria di Betlem, dove nella notte viene sciolto il voto alla Madonna dell’Assunta.

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DA NON PERDERE

A 15 minuti da Sassari si trova il sito archeologico della Sardegna prenuragica, di Monte d‘Accoddi
A 15 minuti da Sassari si trova la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia una chiesa in stile romanico pisano.
A 30 minuti la città di Alghero con i suoi edifici catalani in stile gotico
A 40 minuti da Sassari si trova il Borgo di Castelsardo


COME ARRIVARE

In aereo :
Aeroporto Alghero – Fertilia (distante circa 30 km) –
Aeroporto Olbia – Costa Smeralda (distante circa 120 km)
In nave:
Porto di Porto Torres (distante circa 20 km)
Porto di Olbia (distante circa 107 km)
Porto di Golfo Aranci (distante circa 125 km)


CAMERA DI COMMERCIO DI SASSARI

Tel: 079 2008072
Email: segreteria.generale@ss.camcom.it
PEC: cciaa@ss.legalmail.camcom.it
Web: www.ss.camcom.it

BARI: Storia, talento e intraprendenza

CASTEL DEL MONTE (SITO UNESCO DAL 1996)
TRULLI DI ALBEROBELLO (SITO UNESCO DAL 1996)

Da qualunque parte si raggiunga Bari – via terra, cielo o mare – essa rivela subito forti connotati storici e vivaci tratti economici. Cattedrali, chiese, castelli, mura, trulli, masserie, dolmen, e poi opifici, fabbriche, laboratori artigianali popolano il paesaggio, urbano e suburbano, declinando il riuscito connubio levantino fra talento ed intraprendenza.
Dalla campagna al mare: nel “blu dipinto di blu”, come cantava Domenico Modugno – che nella bellissima Polignano a Mare è nato – e nei ricami bianchi dei rosoni delle cattedrali romaniche, la Terra di Bari trova la sintesi perfetta delle sue cromature. Acqua e pietra sono fondamenta di una civiltà “liquida” e quindi aperta all’accoglienza, ma allo stesso tempo “solida” perché determinata nel conservare le proprie peculiarità rurali, che nei secoli sono diventate costumi e tradizioni anche gastronomiche.
L’UNESCO nel 1996 ha riconosciuto Castel del Monte Patrimonio dell’Umanità, perché, come si legge nella motivazione, “possiede un valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme… capolavoro unico dell’architettura medievale, che riflette l’umanesimo del suo fondatore: Federico Il di Svevia”.
Nello stesso anno la Terra di Bari ha avuto un altro prestigioso riconoscimento UNESCO alla sua bellezze: i Trulli di Alberobello, perché “esempio di una forma di costruzione ereditata dalla preistoria e sopravvissuta intatta, pur nell’uso continuativo, fino ai nostri giorni”.

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COSA VISITARE

1 A piedi si può ammirare la bellezza della città vecchia, passeggiando anche sulle sue mura. Per i più golosi la merenda è assicurata, grazie alla focaccia tipica, sfornata dai panifici che si trovano fra i vicoli. Meritano una visita anche la Cattedrale, la Chiesa di San Nicola e il Castello di Svevo. Ideali per concludere la giornata sono una passeggiata sul lungomare e una cena in un ristorante tipico.

2 Visita a Molfetta e al Duomo di San Corrado, singolare esempio dell’architettura romanico-pugliese. Dopo una passeggiata sul porto ci si può spostare a Trani, per ammirare la splendida cattedrale realizzata in tufo calcareo, materiale tipico della zona. Per pranzo potete farvi tentare dai numerosi ristoranti sul mare. Imperdibile è anche la visita guidata a Castel del Monte, edificio del XII secolo fatto costruire dall’imperatore Federico II, con destinazione d’uso residenziale e di rappresentanza.

3 Viaggiando verso Sud troviamo Polignano a Mare, rinomata per i suoi ottimi gelati artigianali che si possono gustare nei bar sulla balconata, ammirando il panorama impreziosito dalle scogliere a strapiombo. Ultima e immancabile tappa sono i Trulli di Alberobello, le tipiche costruzioni in pietra che donano una personalità monumentale alle campagne pugliesi.

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DA NON PERDERE

Il parco dell’Alta Murgia, Gravina, le città costiere di Bisceglie e Monopoli, Barletta, le Grotte di Castellana, Conversano e Mola di Bari.


COME ARRIVARE

Aeroporto di Bari, Porto di Bari (collegamenti quotidiani con Grecia, Croazia, Albania, Montenegro), Stazione Ferroviaria di Bari.


CAMERA DI COMMERCIO DI BARI

Tel: +39 080 2174452
Email: urp@ba.camcom.it
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CASERTA: “Terra Felix”

PALAZZO REALE DEL XVIII SECOLO DI CASERTA CON IL PARCO, L’ACQUEDOTTO VANVITELLIANO E IL COMPLESSO DI SAN LEUCIO (RICONOSCIMENTO UNESCO 1997)

Caserta è provincia della Regione Campania ed occupa quella parte di territorio che anticamente i romani chiamavano Campania Felix. Caserta ha origini antiche, già nel periodo longobardo (VIII secolo) esisteva un nucleo urbano denominato Casa Hirta (dal latino: “villaggio posto in alto”), che assunse i connotati di un moderno impianto urbanistico solo nella seconda metà del XVIII secolo quando Carlo III di Borbone commissionò all’architetto Luigi Vanvitelli la costruzione dell’omonima “Reggia”, una maestosa residenza reale di 1.200 stanze e 1.742 finestre, lunga, nel lato meridionale, ben 249 metri e alta 37,83.
Un incanto che ricopre un’area di circa 47.000 m². Nello stesso periodo i Borboni insediarono, nella pianura che successivamente sarà ribattezzata di “Terra di Lavoro”, innumerevoli siti, quali ad esempio la Real tenuta di Carditello e la Real seteria di San Leucio, che non furono soltanto luogo di svago per la corte, ma importanti luoghi di espressione imprenditoriale. Basti pensare che nel 1856, alla rassegna internazionale di Parigi, l’ industria borbonica si classificò al terzo posto in Europa come sviluppo industriale, dopo Inghilterra e Francia. Oggi, la provincia di Caserta, anche nota come “Terra di Lavoro”, si estende, dal mare (45 km. di litorale costiero) alle montagne, per una superficie pari al 19% del totale regionale; un territorio che, con tre Comunità Montane, tre parchi regionali, tre Riserve Naturali e con un numero significativo di bellezze di interesse storico/artistico, si propone come meta ideale per chi ama le vacanze all’insegna della natura e della cultura.

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COSA VISITARE

. Il centro storico di Caserta, con i suoi ristoranti tipici, non potrà che lasciarvi a bocca aperta.

La Reggia di Caserta, che si trova all’ingresso del centro della città, è facilmente raggiungibile perché collegata alla stazione ferroviaria e all’uscita Caserta Nord dell’Autostrada del Sole. La Reggia, la più grande al mondo per volume, vi affascinerà con i suoi appartamenti storici, i Giardini Reali, il Giardino Inglese, il Bagno di Venere, il Criptoportico, la Cappella Palatina, la Quadreria, la sala del Trono e mille altre sorprese. Una piccola curiosità: con la nascita del Regno d’Italia (1861), i funzionari sabaudi censirono i beni contenuti nella Reggia. Il bidet fu così inventariato: “strano oggetto a forma di chitarra”.

Non possono mancare le visite alla seteria Reale di San Leucio, all’acquedotto vanvitelliano – “i ponti della valle”, e a Casertavecchia.

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DA NON PERDERE

Casertavecchia, Bosco di San Silvestro, Vaccheria e San Leucio, Anfiteatro Capuano, Acquedotto vanvitelliano, Basilica benedettina di S.Angelo in Formis, Teatri romani di Sessa Aurunca e Teano, Sito di Carditello.


COME ARRIVARE

In auto: Autostrada A1 Roma-Napoli,
Autostrada A30 Caserta-Salerno.
In treno: Linea ferroviaria Napoli – Roma
In aereo: Aeroporto di Capodichino (NAP)


CAMERA DI COMMERCIO DI CASERTA

Tel: +39 0823 249111
e-mail e pec : info@ce.camcom.it
web: www.ce.camcom.it

GENOVA: I palazzi dell’ospitalità cinquecentesca

LE STRADE NUOVE E IL SISTEMA DEI PALAZZI DEI ROLLI (SITO UNESCO DAL 2006)

Genova ha riscoperto da alcuni anni una vocazione turistica che ha radici antiche, che affondano nel Medio Evo e nel Cinquecento – el siglo de oro – per arrivare al Novecento. Le tappe di questa riscoperta sono state l’Expo 1992, con il recupero del Porto Antico e l’Acquario, il vertice G8 del 2001, Genova Capitale Europea della Cultura nel 2004 e, nel 2006, il riconoscimento UNESCO dei “Rolli” genovesi, 42 sui 150 esistenti. Fin dal Medioevo, a Genova, le aristocratiche famiglie di mercanti e navigatori si insediavano nel centro antico, in lotti a stretto controllo familiare. Nel Cinquecento, quelle stesse famiglie decisero di costruirsi nuove strade e nuovi palazzi, creando la straordinaria invenzione urbanistica di Strada Nuova: un quartiere elitario, con una moderna lottizzazione pubblica e case allineate lungo un rettifilo di 250 metri. I palazzi diventarono delle vere e proprie “regge repubblicane” in cui i ricchi mercanti, banchieri, e finanzieri genovesi ospitavano imperatori, re e ambasciatori. Nacque così un originale sistema, che oggi chiameremmo di “chateaux relais” di ospitalità pubblica in dimore private, sancito con un decreto cinquecentesco del Senato che istituiva i Rolli (o liste, da cui prende nome il sito) degli Alloggiamenti pubblici. I proprietari dei palazzi erano tenuti ad accogliere gli ospiti della Repubblica, facendosi carico di tutte le spese. Oggi questo originale sistema di ospitalità diffusa è al centro della riscoperta turistica di Genova, meta di visite guidate e di periodici eventi spettacolari come i “Rolly Days”. A corollario dei palazzi, anche le 30 “Botteghe storiche” certificate sono meta di visite e di scoperte.

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COSA VISITARE

1 Breve escursione nel centro storico e cena in uno dei tanti ristoranti tipici

2 Si consiglia un breve percorso a piedi verso la cinquecentesca Strada Nuova, oggi via Garibaldi, con visita ad alcuni dei 42 palazzi dei Rolli: Palazzo Tobia Pallavicino, Palazzo Lomellino, Palazzo Bianco e Palazzo Rosso, Palazzo Giacomo e Pantaleo Balbi, Palazzo Grimaldi Spinola di Pellicceria, unico esempio di dimora con arredi originali e il Museo di Palazzo Reale con la Sala del Trono, il Salone da Ballo e la Galleria degli Specchi. C’è anche la possibilità di visitare l’Appartamento dei Principi Ereditari, da richiedere all’atto della prenotazione.

3 Visita guidata a Palazzo del Principe, la più vasta e sontuosa dimora nobiliare della città di Genova. L’itinerario, attraverso gli appartamenti principeschi, si conclude nel monumentale giardino, dove si allestivano feste in onore di ospiti illustri. Suggeriamo, poi, una visita all’Acquario di Genova, con il nuovo Padiglione Cetacei progettato da Renzo Piano. A seguire un tour guidato attraverso i “carrugi” medievali per il circuito delle Botteghe storiche di Genova certificate, veri e propri tesori di architettura e tradizioni, con possibilità di shopping di prodotti tipici eccellenti in locali di pregio.

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DA NON PERDERE

A levante della città affascinanti borghi: Portofino, S. Margherita Ligure, Rapallo, Camogli, Sestri Levante e Chiavari. E poi gli incantevoli Golfi Paradiso e Tigullio e il Monte di Portofino. Subito dietro città e riviere, splendide vallate con i Parchi dell’Antola, dell’Aveto e del Beigua consentono il trekking e soste in borghi ricchi di storia di arte e di buona gastronomia.


COME ARRIVARE

Aeroporto Internazionale Cristoforo Colombo.
Autostrade: A12 nel levante da Livorno, A10 nel ponente dalla Francia che si agganciano agli assi che collegano Genova a Milano (A7) e a Torino e ad Aosta (A 26 dei Trafori).
Collegamento ferroviario con La Spezia, Imperia, Milano e Torino. Traghetti da/per Sardegna, Sicilia, Spagna, Marocco e Corsica.


WTC GENOA

Azienda Speciale della Camera di Commercio  di Genova per l’internazionalizzazione
Tel: +39 010 27041
Email: camera.genova@ge.camcom.it
Web: www.ge.camcom.it