CASERTA E BENEVENTO

Giorno 1 e 2

Arrivo alla maestosa Reggia di Caserta, uno dei 5 siti Unesco della regione. Il palazzo fu voluto da Carlo IlI, Re di Napoli, per coronare il desiderio di avere un palazzo che potesse essere più sfarzoso di Versailles. Ci riuscì. Il sontuoso palazzo è una fusione ideale e originale di altre due residenze reali: la Reggia di Versailles dei re di Francia e il madrileno Palazzo dell’Escorial, sede dei redi Spagna.

Oltre la Reggia, affascinante e immenso è anche il parco che la circonda, composto da un giardino all’italiana – in cui sono presenti diverse fontane e la famosa Grande Cascata – e il giardino all’inglese, caratterizzato da fitti boschi.

La Reggia di Caserta è considerata la più grande residenza reale del mondo e fu realizzata verso la fine del Settecento per volontà del re di Napoli Carlo di Borbone. Il Palazzo Reale divenne la sua dimora preferita, Inizialmente progettata per Napoli fu spostata a Caserta per evitare che venisse facilmente attaccata da mare.

L’architetto che la realizzò fu Luigi Vanvitelli. La nuova reggia doveva essere simbolo del nuovo stato borbonico e manifestare potenza e grandiosità, ma anche essere efficiente e razionale. I lavori durarono anni, dal 1751 al 1845, anche se venne abitata già dal 1780. Durante questi anni non solo morì il Re Carlo di Borbone, ma anche lo stesso Vanvitelli, al quale successe il figlio.

Esempio del Barocco italiano, la reggia è un complesso di 1200 stanze e 1742 finestre, 34 scale, per un’area di circa 47 mila m².

Il Parco Reale, parte integrante del progetto presentato dall’architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nôtre a Versailles.

I lavori, con la delimitazione dell’area e la messa a dimora delle prime piante, iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell’Acquedotto Carolino, le cui acque, dalle falde del Monte Taburno avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali.

Il giardino formale, così come oggi si vede, è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato: alla sua morte, infatti, nel 1773, l’acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata. I lavori furono completati dal figlio Carlo (1740-1821), il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore, conservando il ritmo compositivo dell’alternarsi di fontane, bacini d’acqua, prati e cascatelle.

Rientro in hotel e pernottamento

Giorno 3

Partenza per Benevento: città di misteri, miti, leggende e storia. Un incontro tra realtà e fantasia che ne rendono il racconto ammaliante. Terra dei Sanniti, dei Longobardi e dei Romani, furono proprio questi ultimi a chiamarla Maleventum dopo che i sanniti li sconfissero nella famosa battaglia delle Forche Caudine. Solo dopo che i romani ebbero la meglio la ribattezzarono Beneventum, per dimenticare una disfatta militare che ha dato vita ad un’espressione (Forche Caudine) usata ancora oggi per indicare una sconfitta terribile. Tra le leggende che si legano a Benevento, la più famosa è quella delle streghe o in dialetto locale “janare” che si radunavano sotto un albero di noce vicino al fiume Sabato. Le streghe aleggiano sulla città, dando anche il nome ad un suo famoso liquore. Ma Benevento è anche città di monumenti romani (Arco di Traiano e Teatro Greco), la chiesa di Santa Sofia – patrimonio Unesco – grandi vini e ottima gastronomia.

Il complesso monumentale di Santa Sofia comprende la chiesa, una delle più importanti della Lombardia Minor giunte fino ai giorni nostri, il campanile antistante la piazza, l’ex monastero con un bel chiostro, la fontana al centro dell’area. Fa parte del sito seriale “Longobardi in Italia: i luoghi del potere”, comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell’arte longobarda.

La chiesa di Santa Sofia è una delle strutture longobarde più complesse e meglio conservate dell’epoca, che sulle pareti mostra ancora importanti brani dei cicli pittorici altomedievali.

Giorno 4

Ancora Benevento. La città ha ancora molto da offrirvi: L’arco di Traiano è un monumento di rara bellezza che lascia sbalorditi non solo per la sua maestosità ma anche per via del suo ottimo stato di conservazione, oppure il teatro Romano che risale agli inizi del II secolo e il Palazzo Paolo V, La rocca dei Rettori, Hortus Conclusu, il Duomo, Il Museo del Sannio..

Giorno 5

Rientro alle proprie destinazioni