Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Si trova in Veneto in una piccola area collinare della provincia di Treviso, il sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Caratterizza il sito l’interazione positiva tra uomo e ambiente che ha saputo creare un paesaggio culturale unico.

Il sito comprende la fascia collinare che dal comune di Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto, una consistente porzione del paesaggio viticolo della Denominazione di Origine Controllata e Garantita dove si produce il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.

Esplorare il luogo d’origine, conoscere il produttore, visitare il vigneto e infine degustare il vino in una tradizionale cantina, gustando le prelibatezze Iocali mentre un esperto illustra Ie diverse fasi della lavorazione: è un’esperienza di forte emozione a cui molte persone si stanno avvicinando.

ll viaggio diventa un’occasione privilegiata per immergersi completamente, lasciandosi trasportare dai sensi.

La Marca Trevigiana, attraverso le sue celebri strade — Strada del Prosecco e vini delle colline del prosecco di Conegliano — Valdobbiadene. Strada dei vini del Piave, Strada dei vino del Montello e Colli Asolani – ha saputo dar vita ad una serie di percorsi dove il piacere dei sensi viene magnificamente accostato all’arricchimento culturale e al godimento estetico, nel rispetto delle tradizioni e dell’ambiente locali.

L’area delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità UNESCO è caratterizzata da una particolare conformazione geomorfologica, denominata “hogback“, costituita da una serie di rilievi irti e scoscesi allungati in direzione est-ovest e intervallati da piccole valli parallele tra loro.
In questo difficile ambiente, l’uomo ha saputo nei secoli adattarsi, modellando le ripide pendenze e perfezionando la propria tecnica agricola.

Espressione di questa capacità adattiva è il ciglione, una particolare tipologia di terrazzamento, che utilizza la terra inerbita al posto della pietra e che viene preferita ad altre sistemazioni poiché contribuisce alla solidità dei versanti e riduce l’erosione del suolo.

Testimonianza dell’utilizzo del ciglione nel territorio risale alle perticazioni del XVI e XVII secolo;

Questo lavoro di migliaia di piccoli viticoltori ha permesso la creazione di un paesaggio agrario molteplice sia nelle forme che nella composizione. Un paesaggio definito “a mosaico”, fortemente parcellizzato e interconnesso, caratterizzato da tanti piccoli appezzamenti vitati intervallati da un’importante presenza di elementi boscati ed improduttivi, che funzionano come un’efficace rete ecologica in grado di fornire servizi ecosistemici di qualità.

In realtà la composizione fisico-chimica del terreno, l’abbondanza di acque, la posizione al riparo dalle correnti fredde e l’esposizione prevalentemente a Sud hanno creato l’habitat ideale necessario alla coltivazione della vite.

“Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’uso del suolo o dell’uso del mare che sia rappresentativo di una cultura (o di culture) o dell’interazione umana con l’ambiente, specialmente quando è diventato vulnerabile all’impatto di cambiamenti irreversibili.”

 

DOLOMITI: patrimonio naturale di incomparabile bellezza

Le Dolomiti (Dolomiten in tedesco, Dolomites in ladino, Dolomitis in friulano), conosciute anche con l’appellativo di “Monti pallidi” per la caratteristica roccia bianca cangiante che le rende uniche e affascinanti, sono un insieme di nove sistemi montuosi delle Alpi Orientali italiane che esibiscono una varietà di paesaggi montani di incomparabile bellezza.

Le Dolomiti si estendono per quasi 142mila ettari su cinque province: Belluno, entro i cui confini sono presenti la maggior parte dei gruppi dolomitici, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, abbracciando così tre Regioni (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia).

La loro particolare conformazione e origine ne fanno una delle zone più rinomate a livello paesaggistico, naturalistico-ambientale e turistico dell’intero arco alpino, e non solo, tanto che il 26 giugno 2009 il Comitato Esecutivo della Convenzione sul patrimonio dell’umanità dell’Unesco, riunito a Siviglia, ha inserito le Dolomiti nella World Heritage List per il loro “valore estetico e paesaggistico e per l’importanza scientifica a livello geologico e geomorfologico”.

Il paesaggio delle Dolomiti è, infatti, frutto di una lenta trasformazione: le spettacolari vette ornate di guglie, torri e pinnacoli dalle infinite forme scultoree sono emerse 70 milioni di anni fa dal mare primordiale che ricopriva tutta quest’area e sono state modellate nel corso del tempo dagli agenti atmosferici che le hanno plasmate in forme davvero uniche. Queste montagne, un tempo ammasso di conchiglie, coralli e alghe, sommerso dal mare, oggi rappresentano un magnifico tesoro geologico ricco di fossili.

All’alba e al tramonto le pallide e bianche Dolomiti si accendono, caricandosi di colore con iridescenti tonalità che dal rosa virano all’arancio, creando quel effetto conosciuto con il nome di Enrosadira, letteralmente “diventare di colore rosa”. Un fenomeno tipico e unico dovuto alla particolare composizione della sua roccia, la dolomia, ossia un carbonato doppio di calcio e magnesio che fu studiato per primo da Deodat de Gratet de Dolomieu (1750-1801), un geologo e mineralogista francese da cui le Dolomiti trassero il nome.

Un territorio, però, non fatto di sola roccia. Sono presenti più di 1.500 specie vegetali, numerose specie animali nonché un vivace e ricco patrimonio etnografico. Qui, infatti, si incontrano tre culture: la cultura italiana, la cultura tedesca e ladina con le loro antiche tradizioni, i loro saperi e le loro leggende.

Gli splendidi paesaggi delle Dolomiti fin dagli esordi del turismo moderno hanno attirato un gran numero di alpinisti, esploratori e viaggiatori italiani e stranieri. Tuttora i suoi centri di villeggiatura sono rinomate mete di vacanza per chi cerca un contatto intimo con la natura anche attraverso la pratica sportiva: dall’arrampicata allo sci, dal parapendio alla mountain bike, dalla canoa alle escursioni a piedi in un ambiente dall’irresistibile fascino che sa parlare all’animo offrendo emozioni, silenzio e stupore.

COSA VISITARE

  1. Non può mancare il giro dei passi dolomitici da fare in auto, in moto o in bici. Percorrere i tornanti che raggiungono il valico e dominare dall’alto il paesaggio dolomitico è un’esperienza indimenticabile per tutti i visitatori.
  2. Cortina d’Ampezzo, regina delle Dolomiti, centro sciistico di fama mondiale. Pieve di Cadore, celebre per aver dato i natali a uno dei più grandi pittori rinascimentali, Tiziano Vecellio e sede dell’interessante Museo dell’occhiale, industria che qui mosse i primi passi arrivando a conquistare il primato mondiale. Fornesighe, borgo incantato della Val di Zoldo, valle che ospita numerose ospite dello scultore Andrea Brustolon, noto come il Michelangelo del legno. Cibiana con i suoi murales. Arabba, Alleghe e Falcade, Selva di Cadore, anime diverse dell’Agordino. Lorenzago di Cadore, luogo di soggiorno estivo amato da papa Giovanni Paolo XXIII. La chiesa di S. Nicolò di Comelico con gli affreschi di Gianfrancesco da Tomezzo (1482) e la chiesa di Sant’Orsola di Vigo di Cadore con un grandioso ciclo di affreschi trecenteschi e un altare ligneo tardogotico di matrice tedesca di Michael Parth.
  3. Indispensabile una passeggiata a piedi per ammirare la bellezza di queste montagne celebri nel mondo: giro delle Cinque Torri,

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DA NON PERDERE

Cortina d’Ampezzo e la conca ampezzana, la Val di Zoldo, l’Agordino, il Cadore e il Comelico.

COME ARRIVARE

Gli aeroporti più vicini sono: l’aeroporto di Venezia “Marco Polo (109 km) e l’aeroporto di Treviso “Antonio Canova (87 km). In auto attraverso l’autostrada A27 che in un’ora collega Venezia a Belluno, di qui all’uscita autostradale di Pian di Vedoia (BL) si raggiungono in poco tempo tutte le valli dolomitiche della provincia di Belluno. Con il treno è possibile raggiungere Sedico, Belluno, Longarone e Pieve di Cadore e da lì con gli autobus le varie destinazioni.

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